Cultura e scienze

Gli allarmi apocalittici sulla salute a Di Martedì

Giovanni Floris e gli autori di Di Martedì devono aver capito che lanciare allarmi sui pericoli di qualunque oggetto/alimento/medicinale/prodotto per la casa è una strategia che “tira” ed è di poca fatica. In fondo basta mandare qualcuno della redazione a fare la spesa, far analizzare i prodotti e scoprire immancabilmente qualcosa di terribile per concludere con la sempreverde “verità” che i composti chimici fanno male. Una sentenza che – vista la mole di prodotti e sostanze presentati in una ventina di minuti – sere solo a suscitare il panico negli spettatori? Non proprio perché in molti hanno preso il servizio di “informazioni” sulla salute del programma di Floris con una buona dose di ironia. Sarà letale anche quella?

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Nella puntata precedente eravamo rimasti così: tra una spugna killer e il problema dei soldi sporchi (in senso letterale)

Importante leggere sempre le etichette (dei talk show)

Ieri sera Floris, come già era successo la settimana scorsa, ha lanciato una serie di brevi servizi dove abbiamo scoperto – ad esempio – che molte delle sostanze con cui veniamo in contatto sono potenzialmente mortali. Il che ovviamente non equivale a dire che sono mortali ma questo Floris preferisce non dirlo. A commentare in studio una nutrizionista (e ci sta) e un’avvocato (da fuq?) che non ha saputo dire altro che cose come “è vero! è pericolosissimo!”. Ci sarebbe molto da dire sul senso di servizi come quello sui rischi per i bambini che mangiano un intero tubetto di dentifrico rischiando di morire. In primo luogo, che bella scoperta! in secondo, a quando il servizio sull’overdose di cioccolata da uovo di Pasqua oppure quello – terribile – sui rischi connessi al bere più di cinque litri d’acqua?
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Inoltre ci sarebbe da considerare che il dentifricio non è un prodotto adatto ad essere ingerito, anche se è vero che i bambini quando si lavano i denti ne ingeriscono piccole quantità (in ogni caso non un tubetto intero tutto in una volta). Infine c’è da notare che il pericolo del fluoro è un vecchio cavallo di battaglia di certi complottisti di nostra conoscenza e la questione è stata ampiamente affrontata da Butac qui.


Ma non è solo il fluoro che dobbiamo temere, anche quello che calpestiamo per strada (dalla cacca di cane al bitume) è potenzialmente mortale. La soluzione? Leggere sempre l’etichetta (è il mantra ripetuto ossessivamente alla fine di ogni spezzone) e magari fare come gli Hare Krishna che se ne vanno in giro con uno scopino per spazzare la strada davanti ai loro piedi.

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Prima dicono che bisogna sempre leggere l’etichetta, poi che l’etichetta non dice mai tutto quello che dovremmo sapere. ARGH!1

In mezzo a tutto questo profluvio di analisi scientifiche e dotte dissertazioni sui pericoli mortali della giungla d’asfalto incredibilmente troviamo anche un richiamo al valore della tradizione. Se prima uno spezzone ci aveva resi edotti sui pericoli dei cibi a chilometro zero “fatti come si faceva una volta” per quanto riguarda le spezie invece il consiglio è di usarle come prevede la tradizione.
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La scienza infusa di chi ha creato una tradizione culinaria

Nel buffo tentativo di addossare tutta la colpa all’industria (chimica, alimentare etc) finisce che il “saggio consiglio” consiste nel negare le premesse da cui prende le mosse l’intero segmento del programma, ovvero l’analisi di laboratorio dei contaminanti nei cibi. Ecco quindi che “gli scienziati della tradizione” (aka le massaie) hanno scoperto non si sa come il modo per evitare di morire di spezie. Ah, la saggezza dei nostri nonni!1
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MORIREMO TUTTI

Ma non è finita qui, perché dovete ancora scoprire il terribile segreto degli scontri fiscali (e delle pagine dei giornali di carta che rilasciano sostanze pericolose come L’INFORMAZIONE) che se fossero stampati con un inchiostro al cianuro probabilmente, fanno sapere a Di Martedì, farebbero meno male. Ed infatti qualcuno su Twitter fa notare che forse a questo punto è più salutare evadere, anzi chi non fa lo scontrino salva la salute dei consumatori. E adesso chi lo dice ai Cinque Stelle e alla loro passione per la rendicontazione??
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Ovviamente anche in questo caso non viene detto a quanto ammonta la dose minima che ciascuno di noi può “assorbire” e quanto bisfenolo viene assorbito con i contatti quotidiani. Alla fine il pubblico non sa più di cosa avere paura e come difendersi. Tutto fa male in eguale misura, tutto è mortale, tutta la chimica fa malissimo (ma tutto è chimica). Moriremo tutti, di martedì.