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Giovanni Satta: il consigliere appena nominato è in carcere per droga

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Si chiama Giovanni Satta, è l’ex sindaco di Buddusò e dovrebbe entrare in consiglio regionale in Sardegna a causa di una sentenza della corte d’appello di Cagliari che ha decretato la decadenza di Gianni Lampis di Fratelli d’Italia. Ma in questo momento è davvero impossibilitato visto che si trova in carcere perché accusato di traffico internazionale di stupefacenti.

Giovanni Satta: il consigliere appena nominato è in carcere per droga

Satta, pur proclamato eletto, non può giurare in Consiglio perché si trova in cella a Sassari. L’Ufficio – si legge in una nota della Corte d’Appello di Cagliari – ha attribuito il seggio sulla base dei criteri indicati dal Consiglio di Stato nella sentenza del luglio 2015. Il 60esimo seggio del consiglio regionale è stato assegnato dall’Ufficio centrale elettorale a Satta, candidato nel 2014 nel collegio della Gallura. E il fatto che sia impossibilitato a giurare, ironia della sorte, lo mette anche al riparo da un altro problema: non potrebbe essere neanche sospeso dall’incarico proprio perché non ha giurato. Satta è stato arrestato il 6 aprile scorso perché ritenuto coinvolto nell’organizzazione di trafficanti di droga scoperta nell’ambito di un’inchiesta dei carabinieri del reparto territoriale di Olbia coordinata dalla Dda di Cagliari. L’organizzazione era formata da 23 persone, sei delle quali già detenute in carcere, e aveva una struttura piramidale l’organizzazione criminale specializzata nel traffico di droga fra Italia, Olanda e Albania.

L’indagine, condotta fra l’estate 2013 e il 2015, ha portato al sequestro di 18 chili di cocaina, quattro di eroina e uno di marijuana, per un valore stimato di circa due milioni di euro, di una pistola Beretta calibro 6,35 risultata rubata, circa 30mila euro in contanti e alcune auto di grossa cilindrata. La banda riforniva di droga, in particolare cocaina ed eroina, la zona di Olbia durante l’inverno e la Costa Smeralda d’estate.

Satta, ex coordinatore provinciale dell’Udc, è attualmente sotto processo per una presunta evasione fiscale risalente ai primi anni Duemila, quando era titolare di una rivendita di automobili a Olbia. È, inoltre, indagato nell’ambito di un’inchiesta su un traffico di armi e droga tra Olbia e la provincia di Nuoro e sotto processo per lo scandalo della società municipalizzata «Biesse» di Buddusò.

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Foto da Olbianova.it

Se dovesse giurare per il suo ingresso ufficiale nell’Assemblea – magari accompagnato dalla polizia penitenziaria – l’ex primo cittadino gallurese rischia subito la sospensione dall’incarico, per effetto della legge Severino. Una sospensione di diritto ed immediata che potrebbe durare sino ad un massimo di 18 mesi, nei quali dovrà essere indicato un sostituto che, per assurdo, potrebbe essere lo stesso consigliere sostituito da Satta.