Cultura e scienze

Chi è Ghisberto "l'eroe" che gliele ha cantate a Charlie Hebdo

ghisberto charlie hebdo

Nuova tragedia italiana e nuova vignetta di Charlie Hebdo sulla vicenda che fa infuriare gli italiani. Poteva essere una storia già letta ma per fortuna è arrivato l’eroe del giorno, l’uomo che con penna e matita è riuscito in un colpo solo a vendicare il nostro Paese e a fargli vedere a quei francesi come fa satira un italiano (cit.). Ghisberto è uno dei nuovi esponenti della “satira di destra” in Italia, quel genere di vignette che sfruttano i temi tanto cari all’elettorato di centro destra per far ridere e per attaccare i politici.
ghisberto charlie hebdo rigopiano

La satira razzista di Ghisberto

La contro-vignetta realizzata da Ghisberto in risposta a quella di Charlie Hebdo vede un uomo del soccorso alpino alzare il dito medio nei confronti della morte che precipita sull’hotel Rigopiano. Un disegno che ha ottenuto l’approvazione di molti che si sono spellati le mani  e hanno lasciato commenti che vanno da “la migliore risposta a Charlie Hebdo” a “Charlie Hebdo guarda e impara a fenomeni guardate e imparate da chi la satira la sa fare” passando per variazioni sul tema del genere “Non poteva elaborare risposta più intelligente di questa, ha la mia stima anzi la NOSTRA stima !”.  Quasi trentamila condivisioni per quel disegno, la maggior parte da parte di persone che avevano bisogno di un eroe dopo che anche Fiorello aveva definito i disegnatori del giornale satirico francese “pezzi di merda”. Anche il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha condiviso la vignetta di Ghisberto assieme a quelle di altri disegnatori (come ad esempio Marione che ha disegnato un CH a forma di merda) contro Charlie Hebdo. Ma Ghisberto non è un eroe, e a dirla tutta non è poi così diverso da Charlie Hebdo. Senza entrare nel merito della vignetta di CH (ma se volete potete leggere quanto ho scritto qui e qui tempo fa su una questione analoga) voglio ricordare una cosa: Charlie Hebdo è diventato per i più (e soprattutto per la destra italiana) un simbolo di libertà (anzi un simbolo dell’Europa) sostanzialmente dopo due episodi, il primo sono le vignette contro Maometto e quindi “contro i musulmani”, il secondo è l’attacco dei terroristi dell’ISIS alla redazione del settimanale satirico. In pochi però – compresi quelli come Daniela Santanché che volevano pubblicare un’edizione italiana del settimanale – avevano visto tutte le altre vignette di CH che non è proprio l’edizione francese di “risate a denti stretti” de la Settimana Enigmistica. Succede così che molti Je suis Charlie lo erano più per un fraitneso interesse politico (uniti contro gli invasori islamici!1) che per una sincera adesione agli ideali di libertà di stampa e di espressione. Per farla breve sono le stesse persone che si lamentano che l’Italia “è al 77° posto della classifica della libertà d’informazione” e credono che questo significhi che i giornalisti sono asserviti ai Poteri Forti™. Questa era la pacata reazione di Ghisberto alla vignetta su Amatrice.
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Chissà quanti, che ora lodano la sublime geniale satira di Ghisberto e la portano in palmo di mano come esempio di “come si dovrebbe fare Satira” hanno mai visto le altre creazioni del nostro. In confronto a Charlie Hebdo sono delle educande, con il vantaggio che almeno loro colpiscono tutti in modo indistintamente e non se la prendono, come fa Ghisberto in maniera sistematica, solo con “i negri”.
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Il giorno prima del terremoto Ghisberto ci deliziava con una vignetta dal sapore “penosamente populista” che oltre tutto sfruttava l’ondata emotiva di una bufala gentista di stampo razzista (gli immigrati negli alberghi e i poveri terremotati nelle tende).
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Che dire invece di questo esempio di satira innovativa e geniale? Nei commenti non solo Ghisberto ci spiega che “In italia se non lisci il pelo alla sinistra…fai schifo vai censurato e magari querelato, tutto e di più…questa e’ la loro democrazia!” ma si riferisce in più occasioni alla Presidente della Camera Laura Boldrini come “la ministra”. Il che se non altro denota una certa ignoranza per quanto riguarda le diverse cariche dello Stato.
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Non manca la polemica sulla malasanità, ovviamente il bersaglio è Gentiloni che passa sui corpi dei “poveri italiani” in attesa al Pronto Soccorso di Nola. Non proprio originalissima visto che è quello che tutti i gentisti hanno detto dopo che si è diffusa la notizia del ricovero.
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Ma il nostro Ghisberto è un esperto di questioni di salute pubblica, eccolo qui che ci spiega come si fa a credere alla bufala degli immigrati che portano la meningite in Italia.
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La questione deve averlo molto colpito, visto che ci ha dedicato parecchia satira elegante, non come quella volgare e irrispettosa dei morti di CH.
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Ma anche quando i migranti vengono sgomberati a forza la Boldrini interviene a salvarli. Pure in Francia, non si sa come mai.
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E gli immigrati (assieme all’odiata Ka$ta) sono la vera ossessione del nuovo maestro italiano della satira, l’uomo che dando della cagna alla Meloni, della nazista alla Boldrini o della cicciona obesa a Patrizia Bedori sta difendendo il buon gusto delle vignette dall’attacco di quei cattivoni di Charlie Hebdo.


Quelli che scrivono che Charlie Hebdo è disgustoso lo possono fare perché non siamo in un mondo dove le persone come Ghisberto sono al potere. Perché “essere Charlie” per quanto sia il solito stucchevole meme di quelli che mettono la bandierina come propic dopo ogni attentato significa difendere la libertà di espressione, non censurarla. Per questo non abbiamo alcun problema che Ghisberto esprima la sua arte, a patto che sia chiaro che Ghisberto è uno che, con la scusa di attaccare la Boldrini o altri politici, è uno che se la prende con i deboli. La stessa accusa mossa a Charlie Hebdo. Sarebbe quindi più conveniente lasciare fuori discorsi nazionalistici e soprattutto smetterla di parlare di vignette “giuste” o “sbagliate”. Il che però non toglie che molte delle opere di Ghisberto siano basate su acclarate bufale fasciogentiste e che quindi si inseriscano molto bene in quel sistema di fake news razziste che alimenta l’odio contro gli stranieri.