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La storia del gatto Ghisby torturato a morte

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A fine febbraio il gatto Ghisby è stato trovato agonizzante nel cortile di casa dalla sua proprietaria nella frazione di Beata di Piancamuno (Brescia). Il gatto era stato seviziato, parzialmente scuoiato vivo e gli era stata mozzata la coda. Inutile è stata la corsa dal veterinario dove il medico – vista la gravità e l’estensioni delle lesioni – non ha potuto far altro che sopprimere l’animale. L’autopsia dell’istituto zooprofilattico ha certificato che il povero animale non è rimasto vittima di un incidente stradale ma che è stato torturato con un oggetto affilato. Ci sono pochi dubbi che sia stato un essere umano a farlo ma al momento i Carabinieri – ai quali la proprietaria dell’animale si è rivolta – non hanno ancora individuato il colpevole.

La terribile storia di Ghisby, il gatto scuoiato vivo

Lo hanno fatto invece i molti che nell’ultimo mese, come è già successo in altri casi, hanno accusato gli abitanti di Piancamuno di essere tutti dei pericolosi criminali che difendono il responsabile del gesto con l’omertà tipica dei mafiosi. Poco importa che il sindaco del piccolo paese, travolto dalle polemiche e dai messaggi di protesta, abbia fermamente condannato il gesto; tutti i cittadini sono corresponsabili finché non verrà individuato il colpevole (che in base al codice penale rischia una condanna fino ad un anno e mezzo di carcere per maltrattamenti). Poco importa che il fatto sia avvenuto nel cortile interno di un’abitazione e che quindi in pochi potrebbero aver avuto la possibilità di assistere all’accaduto e di poter indicare il colpevole. Tra questi c’è la signora Giovanna, la proprietaria di Ghisby, che è stata intervistata dalle Iene e che ha indicato il vicino di casa (cacciatore) come presunto responsabile.
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Il signore in questione, incalzato dalla Iena Liza Boschin non ha ovviamente voluto ammettere nulla e incredibilmente nessuno degli altri vicini ha voluto parlare con le Iene. In mancanza di qualcosa da dire gli autori del programma Mediaset hanno deciso di mettere su una puntata di Criminal Minds e quindi hanno contattato lo psichiatra Francesco Rovetto per poter tracciare un profilo dell’autore del gesto. Il dottore si è prestato a fare una di quelle diagnosi psicologiche tipiche dei film polizieschi basandosi solo su una delle foto del corpo martoriato del povero Ghisby. Sappiamo che è un maschio, che è una persona non troppo anziana, che non ha avuto molte soddisfazioni nella vita e che dal punto di vista professionale e personale non si considera realizzato. In parole povere può essere chiunque. Ma la cosa che interessava alla Boschin era di sapere se una persona del genere può passare dal torturare gatti all’uccidere esseri umani. La risposta di Rovetto è immediata: è possibile. Siamo quindi di fronte ad un nuovo “caso Angelo” (il cane barbaramente torturato ed ucciso a Sangineto da un gruppo di ragazzi), gli assassini di animali di oggi saranno gli assassini di uomini di domani.

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Gli animalisti del Fronte Animalista ieri a Beata di Pian Camuno

Iene e animalisti mettono alla gogna un intero paese

Naturalmente una “diagnosi” del genere oltre che essere ridicola per il professionista che si presta a farla è anche inutile tanto più che il vicino di casa cacciatore e maggiore sospettato (dalle Iene) sembra poi essere una persona anziana. Ma non è certo in base alle diagnosi che gli animalisti del Fronte Animalista e i creatori della pagina Beata di Pian Camuno La Nuova Sangineto hanno definito Piancamuno un “paese dove si scuoiano gli animali vivi e gli abitanti inveiscono contro gli animalisti”. Ieri un piccolo gruppo di animalisti ha manifestato a Piancamuno per chiedere giustizia per Ghisby e lo ha fatto con il solito metodo squadrista degli animalisti che non fa altro che esacerbare gli animi di una comunità che da un mese viene messa sotto accusa per il gesto crudele e criminale commesso – stando al profilo psicologico tracciato dal profiler delle Iene – da una sola persona. Le pene per chi maltratta gli animali forse sono troppo lievi ma nonostante questo la responsabilità penale è ancora individuale ed è sbagliato accusare tutti gli abitanti di un paese di aver torturato un gatto solo perché il colpevole non è ancora saltato fuori tanto più che l’animale probabilmente è stato seviziato al riparo da occhi indiscreti.
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Alcuni abitanti del paese hanno denunciato che ieri gli animalisti sono andati a manifestare e a disturbare il memorial per un ragazzo morto e una gara per cani da ferma insultando e aggredendo i partecipanti. Chi ieri criticava l’atteggiamento dei manifestanti del Fronte Animalista che si sono presentati con l’unico obiettivo di mettere in stato d’accusa un intero paese è stato salutato così:
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Anche sulla pagina delle Iene qualcuno si è lamentato del fatto che – come è già accaduto per Sangineto – si stia facendo di tutta l’erba un fascio accusando tutti gli abitanti della valle di essere degli assassini di animali. Tanto per calmare gli animi le Iene durante il servizio hanno ricapitolato tutti i casi avvenuti, in tutta la provincia di Brescia, di episodi di maltrattamenti di animali quasi a suggerire che la violenza verso gli animali sia uno dei tratti distintivi dei bresciani. Il tutto perché è stato ucciso un gatto.
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Gli animalisti spiegano che loro non ce l’hanno con gli abitanti di Piancamuno ma solo con coloro che non hanno ancora scovato il colpevole. Insomma, se l’assassino di Ghisby non è stato trovato è colpa di chi lo nasconde, ovvero di tutti gli abitanti di Piancamuno che per redimersi dovrebbero andare a prenderlo a casa metterlo alla gogna sulla pubblica piazza, così come si usa in un paese civile.
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Forse invece è possibile che gli abitanti di un paese non ci stiano a passare per pericolosi criminali solo perché, all’interno di un cortile privato, è stato ucciso un gatto. Ma questo è difficile capirlo.