Cultura e scienze

Franco Battaglia spiega perché ha querelato Grillo

In un’intervista rilasciata al Giornale di cui è commentatore abituale, Franco Battaglia spiega perché ha querelato Beppe Grillo e l’ha portato nel processo dove ieri è stato condannato a un anno di carcere per diffamazione:

Va bene, ma perché querelarlo?
«Perché io non sono pagato dalle multinazionali, come lui ha sostenuto, ma dico semplicemente quello che penso. E poi, mi permetta, è inquietante che un leader che aspira ad andare al governo se ne esca con quella tirata quasi incredibile: con gente come Battaglia non si media, come non si scendeva a compromessi con l’antifascismo ai tempi del Duce. Non potevo accettare affermazioni così false e offensive».
Ora Grillo rischia il carcere. Non è troppo?
«Su questo posso essere d’accordo con lei, anche se il giudice si è limitato ad applicare il codice. Non voglio essere io a dargli la possibilità per recitare la parte del martire. Immolato sull’altare della libertà di parola. Per carità. Ci manca solo che Grillo capitalizzi questa condanna dal punto di vista politico. E però»
Però?
«Però anche lui si deve rendere conto che le parole non sono sempre innocenti».
Nel suo caso?
«Qualche tempo dopo il comizio la mia auto è stata presa a sassate. Il clima era molto teso e io ho avuto paura. Le ricordo che un dirigente dell’Ansaldo, Roberto Adinolfi, è stato gambizzato come manager di un’azienda impegnata nel comparto nucleare».

Uno degli interventi di Grillo contro Franco Battaglia, pubblicato nel giugno 2014: