Cultura e scienze

Il Fatto scaglia la Ruota della Fortuna contro Renzi

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Il Fatto Quotidiano apre oggi con un’anticipazione del libro di Davide Vecchi L’Intoccabile, dedicato a Matteo Renzi. All’interno si racconta di Nicola Bovoli, zio del premier ma anche responsabile della commercializzazione del Quizzy, un telecomando che permetteva ai telespettatori di partecipare ai quiz della Ruota della fortuna, che però è durato poco: dopo una sperimentazione di qualche mese, gli alti costi (per partecipare ci si collegava a un numero a pagamento e si pagavano 635 lire al minuto) e i problemi tecnologici hanno posto fine all’innovazione e a un affare da sette miliardi:

Vincere è difficile: in media arrivano tra le 50.000 e le 100.000 telefonate per ogni trasmissione. A fine mese la bolletta aggiunge il danno alla beffa, perché chiamare il 144 comporta un sovrapprezzo di 635 lire al minuto. Quella somma viene poi così spartita: 307 lire alla compagnia Sip, 164 alla Edifin di Nicola Bovoli, le restanti 164 lire alla Audio 5, la società della Fininvest che gestisce gli introiti per conto di Berlusconi,ceduta all’inizio del ’94 alla neonata Diakron incaricata di svolgere sondaggi per la nascente Forza Italia. Parte del ricavato viene utilizzato per finanziare i circoli che devono diffondere il verbo berlusconiano.

Ma non è tutto: Vecchi intervista anche Nicola Bovoli e lo fa parlare della partecipazione di Renzi alla Ruota della Fortuna:

«Matteo ha ripreso da me? Mi ha vietatodi dirlo. In realtà, pochi sanno che siamo parenti, tant’è che quando capita che qualcuno mi chieda – racconta Nicola Bovoli, fratello della madre del premier – se sono suo zio, rispondo di no: è Renzi che è mio nipote».
Infatti alla Ruota della Fortuna lo portò lei.
«Io lavoravo con Mike dal 1987. Nel 1994,quando Matteo partecipò alla trasmissione, eravamo amici. Mike un giorno miconfessò di essere in tensione:non riusciva a trovare unconcorrente che spiccasse,così gli proposi Matteo, sostenendoche era un ragazzovispo. Mike mi disse di fargli fare la selezione e lo prese subito; sì, lo segnalai io»