Rassegna Stampa

Emergency lascia aperti i presidi sanitari a Kabul: “Perché Gino avrebbe voluto così”

Nonostante il ritorno dei talebani, l’organizzazione fondata da Strada rimarrà attiva sui territori

Emergency dedicata via genova sindaco

Gli insegnamenti di Gino Strada sono stati recepiti da tutti i volontari di Emergency che, nonostante l’escalation di violenze e il timore per quel che accadrà con il ritorno dei talebani alla guida del Paese (con tutte le conseguenze annesse), rimarrà attiva a Kabul per soccorre le persone in difficoltà. L’associazione umanitaria, dunque, continuerà a tenere aperti i presidi sanitari sul territorio e anche nelle ultime ore ha curato moltissimi feriti.

Emergency tiene aperti i presidi sanitari a Kabul: “Perché Gino avrebbe voluto così”

“Gino Strada avrebbe voluto così”. Questa frase, ripetuta a mo’ di mantra, è quella che continuano a ripetersi i medici e i volontari dei medici. Come riporta Il Corriere della Sera, infatti, non è prevista alcuna smobilitazione nonostante la situazione sia diventata nella ultime ore sempre più preoccupante. L’organizzazione umanitaria, spinta dagli ideali del suo fondatore, nel corso degli anni è diventata un punto di riferimento per i cittadini afgani: 3 ospedali e 44 postazioni di primo soccorso sono sparse su tutto il territorio. E lì, seppur con un numero ridotto di personale, continueranno a operare per aiutare tutte le persone malate, ferite e in difficoltà.

E la conferma di una permanenza per proseguire sulla strada indicata da Gino Strada arriva dalle parole di Michele Bertelli, addetto stampa di Emergency Internazionale: “Emergency rimane attiva a Kabul, mai come ora c’è bisogno del nostro lavoro nel Paese. Abbiamo ridotto il personale allo stretto necessario ma l’attività nei nostri ospedali procede a pieno ritmo”. Nelle ultime ore, nei presidi gestiti dall’organizzazione umanitaria, sono state curate oltre 140 persone ferite durante gli scontri e i tafferugli.

Alcuni sono stati medicati per via di lievi lesioni, altri sono ancora ricoverati dopo le ferite profonde lasciate da proiettili, esplosivi o frammenti di mine anti-uomo esplose e fatte esplodere nel corso dell’avanzata talebana verso Kabul.

(foto: Vincenzo Bruni/IPP)