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Eleonora Bottaro: la storia della ragazza morta di leucemia e del padre che propugnava le cure alternative

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Eleonora Bottaro, 18 anni, è morta di leucemia a Bagnoli in provincia di Padova. La ragazza era figlia di Lino Bottaro, fotografo e giornalista padovano, e ancora minorenne. I suoi genitori avevano rifiutato le cure tradizionali e seguivano un metodo di cure alternative secondo le convinzioni dell’ex medico tedesco Ryke Geerd Hamer, la cui Nuova Medicina Germanica è in realtà una truffa per gonzi, con la peculiarità che a volte uccide.

Eleonora Bottaro: la storia della ragazza morta di leucemia 

La storia di Eleonora Bottaro oltre che sanitaria è stata anche giudiziaria: al padre Lino e alla famiglia era stata interdetta la patria potestà dal tribunale dei minori di Padova perché volevano che seguisse metodi “alternativi” nella cura, e hanno rifiutato in particolare di sottoporla alla chemioterapia; poi una raccolta firme nel paese in favore dei Bottaro, firmata anche dal sindaco, aveva portato a quella che i giornali locali chiamano “mediazione”: la famiglia aveva ottenuto che la figlia fosse ricoverata in Svizzera, in una struttura che pratica cure alternative, dove le praticavano cure a base di cortisone e vitamina C. All’ospedale di Schiavonia, dove è stata successivamente ricoverata, Eleonora ha trovato la morte. Scrive il Mattino di Padova:

La malattia era comparsa circa a inizio anno ma subito la famiglia è andata in rotta di collisione con il professor Giuseppe Basso di Oncoematologia. I genitori seguono la filosofia dell’ex medico tedesco Ryke Geerd Hamer, secondo cui le malattie non sarebbero altro che una risposta dell’organismo a traumi psicologici irrisolti. Nel caso specifico, secondo loro, sarebbe insorta dopo la morte prematura del fratello Luca a soli 22 anni: il giovane nel 2013 venne stroncato da un aneurisma mentre si trovava in vacanza a Folgaria.
«È stata un’esperienza molto dura e triste» commenta l’avvocato Balduin, che segue ancora la famiglia Bottaro. «Continuavano a darci degli assassini. Non abbiamo fatto altro che ricordare che ci deve essere una libertà di cura». Il legale padovano ha dovuto tutelare marito e moglie di fronte al tribunale dei Minori, dove sono state presentate anche centinaia di firme di compaesani (compreso il sindaco di Bagnoli) che certificavano la serietà della famiglia.

Il padre di Eleonora, che ha perso un altro figlio, Luca, per aneurisma, è Lino Bottaro. In una sua biografia in rete si legge che è nato a Bagnoli di Sopra e si è occupato negli anni di fotografia di reportage come corrispondente da Padova per la rete del Corriere della Sera e in seguito di sport invernali e attualità come corrispondente da Cortina. A 25 anni si è dedicato alla fotografia paesaggistica per poster, cartoline, calendari, passando poi ai reportages naturalistici e turistici, collaborando con APT, Regioni, Province del Veneto e dell’ Emilia Romagna.
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…e del padre che propugnava le cure alternative

Ma soprattutto, Bottaro è stato il proprietario di un sito che si chiamava Stampalibera.com, nel frattempo chiuso. Qui è possibile ancora leggere il suo commiato che dà l’idea di che tipo di tematiche fossero trattate nel sito:

Purtroppo ci siamo tirati dietro anche un cospicuo gruppo di troll e de-bunker, evidentemente pagati per rompere le scatole fino allo sfinimento e per boicottarci. Sono stati attivati programmi antispam molto pesanti sui messaggi che vengono ancora oggi spediti al ritmo di 1 al secondo per intasare il server. […]
Le notizie dei terremoti indotti in ogni luogo d’Italia, le irrorazioni chimiche composte di nanoparticelle di metalli pesanti e polimeri effettuate da centinaia di bombardieri che operano ogni giorno sopra le nostre teste, i vaccini invalidanti e mortiferi, la chemio con le controindicazioni mortali stampate sul bugiardino data ai pazienti sotto tortura negli ospedali, la farsa della stampa criminale proveniente tutta da una sola fonte mondiale, mi hanno spronato a cercare giustizia ed a combattere. Mi sono subito calato in trincea a fare la mia parte umanitaria, consapevole dell’immensa sofferenza provocata ai popoli ed alla natura dai malati mentali che ci tengono a bada come greggi.

Insomma, Stampalibera era una vera e propria accozzaglia di fregnacce assortite, teorie del complotto e “filosofie” pericolose per la salute pubblica. Ilario D’Amato, sul suo blog, racconta un’altra storia significativa riguardo Lino Bottaro:

Lino Bottaro scopre che il figlio è stato bocciato a scuola e “frequenta amici un po’ balordi. Allora commetto un errore e mi arrabbio e lo affronto con cattiveria“. Dopo un po’, lo porta dal dentista e questi gli dice che il ragazzo ha una dozzina di carie ai denti. Bottaro gli impone una maggiore cura orale, e poco dopo al giovane spuntano anche delle verruche sulle mani. Ma tornato dal dentista, la situazione non è affatto migliorata: ora ci sono addirittura ben quattordici nuove carie.

Rimago allibito. Ero stato proprio io a controllarlo ed a imporgli in mano lo spazzolino e non potevo credere a questo fatto.
Conobbi una persona che praticava la NMG e gli esposi il caso. Mi disse che le carie di mio figlio altro non erano che la impossibilità di mordermi, che anche le verruche erano la conferma di ciò e del fatto che aveva subito delle forzature alle mani dei blocchi, delle bacchettate. […] Ricordo che mi disse: “gli dica almeno una volta al giorno che gli vuole bene indipendentemente da quello che lui farà o sarà”. […] Feci quello che mi suggerì questa persona. Io avevo già letto il librone di Hamer e quindi seguii con fiducia le raccomandazioni.

Dopo poco più di un mese di questa ‘terapia’, dice Bottaro, le verruche spariscono. Ma non è tutto:

Vado dal dentista e questo esclama: non é possibile! Ebbi quasi un mancamento mi aspettavo delle cattive notizie ed invecce il medico mi disse che era una cosa incredibile non solo non c’era nessuna carie ma anche quelle piccole carie che lui aveva curati si erano rimarginate erano regresse. Se vuole le prove gliele dò: Il dentista era al tempo il dottor Giacomo Snichelotto professionista di Rovigo.

Un miracolo, tanto che il signor Bottaro ammette che “oggi a distanza di anni nessuno più della mia famiglia riceve nemmeno il consiglio di lavarsi i denti. nessuno ha più la carie e mangiamo di tutto. Mia figlia che ha ora 12 anni non sa cosa sia la carie!“.
Ma le cose stanno proprio così? Il 17 luglio 2010 scrivo al dottor Giacomo Snichelotto ed all’Ordine dei medici di Rovigo. La domanda è molto semplice: è vero quanto afferma il signor Bottaro? Nessuna risposta. Oggi, dopo la pubblicazione della ‘testimonianza’ da parte di Alberto Medici, scrivo di nuovo al dottor Snichelotto. Che, molto cortesemente, mi risponde subito:

Mi scuso per non averLe risposto a suo tempo ma ho preferito sorvolare. Mi ricordo di aver controllato la cartellina del figlio del signor Bottaro ma le carie erano meno della metà […] Non ho potuto riscontrare il miracolo della remissione spontanea delle carie perché non ho più visto e controllato il ragazzo

Insomma: quanto affermato da Lino Bottaro e ripreso da Alberto Medici non è vero. È una bufala. Nessuna remissione spontanea. Le carie non erano così tante. “Il medico mi disse che era una cosa incredibile: non solo non c’era nessuna carie, ma anche quelle piccole carie che lui aveva curato si erano rimarginate, erano regresse“, scrive Bottaro. Ma il medico non ha mai detto quelle cose. Anzi, il ragazzo non l’ha più visto.

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