Cultura e scienze

La doccia di Renzi ai malati di SLA

grillini civati

Giangiacomo Schiavi sul Corriere della Sera torna sul taglio al fondo per le non autosufficienze di 100 milioni “regalato” da Matteo Renzi ai malati di Sla dopo l’Ice Bucket Challenge del premier ad agosto.

Ma di quella vanesia spettacolarizzazione ad uso delle tv rimane ben poco se un governo autorizza nella legge di stabilità il taglio di cento milioni dal fondo perle non autosufficienze. Così si ricomincia da capo, con le associazioni per le malattie rare che parlano di vergogna e il premier che alla Leopolda annuncia una correzione di tiro: i fondi si troveranno, famiglie e malati non devono preoccuparsi. E invece di motivi per non essere sereni nella vasta area delle disabilità ce ne sono fin troppi. In Italia una famiglia su dieci deve affrontare l’emergenza di una persona non autosufficiente.

Questo perché gli aiuti di Stato sul tema sono scarsi se non nulli, spiega Schiavi:

Le indennità di accompagnamento assorbono 6,3 miliardi dal bilancio dello Stato, ma sono meno di quel che i privati spendono per le badanti: tra gli otto e i nove miliardi. In un Paese che invecchia a ritmi iapponesi ridurre i fondi per l’assistenza non è una soluzione. Il problema è spendere meglio evitando i finanziamenti a pioggia (e le docce, anche) migliorando la qualità della vita dei malati e delle famiglie. A cominciare dall’assistenza la cui rete è piena di buchi in un sistema sanitario che non lavora per piani comunicanti: il servizio domiciliare tocca al Comune, l’assistenza sanitaria è fornita dalla Asl, la cura specialistica la dà l’ospedale, l’assegno di invalidità è a carico dell’Inps.

In attesa che il governo decida sul ripristino dei fondi ci sarebbe anche la faccenda del Nomenclatore tariffario, di cui abbiamo parlato qui e qui.
 

Leggi sull’argomento: I cento milioni che Renzi taglia ai fondi per la SLA