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Incidente treni tra Andria e Corato, i primi nomi nel registro degli indagati

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I nomi di alcune persone – probabilmente dipendenti di Ferrotramviaria – sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura di Trani per i reati di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. Lo apprende l’agenzia di stampa ANSA da fonti inquirenti che non hanno voluto dire nulla né sul numero delle persone indagate né sul ruolo che esse avrebbero avuto nella vicenda. In occasione delle autopsie agli indagati sarà notificata l’informazione di garanzia.

I dipendenti di Ferrotramviaria nel registro degli indagati

La procura di Trani ha costituito un pool di 5 magistrati che si occuperà delle indagini, avviate per disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. Erano due i treni delle Ferrovie del Nord Barese provenienti da Corato e diretti verso nord e uno viaggiava con qualche minuto di ritardo: questa circostanza potrebbe aver indotto il capostazione di Andria a dare il via libera al treno fermo in stazione. Il convoglio, circa dieci minuti dopo la partenza da Andria, si è scontrato con il treno proveniente da Corato. La procura indaga anche sull’adeguatezza del sistema di controllo e sui tempi del raddoppio della tratta (che avrebbe dovuto concludersi nel 2015) e di ammodernamento del sistema di controllo del traffico. Informazioni potranno arrivare dalle due scatole nere recuperate. Il direttore generale di Ferrotramviaria, Massimo Nitti, ha rilevato che “l’unica stazione di incrocio è quella di Andria. Quel treno che scendeva da Andria, lì non ci doveva essere”. I pubblici ministeri indagano però anche sul raddoppio della tratta. Il progetto di raddoppio della linea ferroviaria Bari-Barletta, gestita da Ferrotramviaria, era previsto dal 2008 e doveva concludersi entro il 2015, ma finora non è stato realizzato fino in fondo. L’indagine, per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario colposo finora a carico di persone da identificare, è coordinata dal procuratore facente funzione di Trani, Francesco Giannella.  “Faccio fatica a reggere l’emozione ma dobbiamo lavorare”, aveva detto stamattina Giannella a Bari nei pressi di Medicina Legale dove sono state composte le salme delle vittime del disastro dei treni della Ferrotramviaria. Giannella aveva confermato che il fascicolo dell’inchiesta “è iscritto contro ignoti ma è ovvio che nel corso delle ore gli indagati ci saranno, uno certamente e poi magari qualcun altro, dipende dalle verifiche che faremo insieme ai tecnici della Polfer”.

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Lo scontro tra treni tra Andria e Corato e la ricostruzione dei sistemi di sicurezza (Corriere della Sera, 13 luglio 2016)

Il pool della procura di Trani

Il magistrato ha anche precisato che “nella maggior parte dei casi non saranno fatte autopsie perché le cause della morte sono evidenti, saranno fatte autopsie soltanto nei casi in cui sarà necessario capire se per esempio i macchinisti stavano bene al momento dell’impatto, per comprendere o escludere cause diverse da quelle che possiamo immaginare adesso. Le autopsie ci saranno forse in due o tre casi”. Giannella non ha voluto fare ricostruzioni ritenendole premature, “una cosa è la dinamica del fatto altro è capire cosa c’è dietro e se ci sono cause più lontane”. “E’ stato creato un pool di cinque sostituti che si occuperanno a vari livelli di questa indagine”, ha aggiunto precisando di non volere e di non essere tenuto a rivelare i nomi dei magistrati del gruppo investigativo. Giannella ha anche precisato che ci sono anche 4 denunce di scomparsa “ma non è detto che facciano parte dell’incidente. Le famiglie devono ancora attendere”.