Fact checking

Davide Barillari rischia l'esclusione dalle Regionarie del M5S Lazio?

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Davide Barillari, consigliere regionale ed e candidato Presidente del M5S nel 2013 potrebbe restare fuori dalla corsa per le prossime regionali. Così sembra di capire leggendo le regole per le regionarie del MoVimento pubblicate sul sito di Beppe Grillo. È il solito pasticcio a 5 Stelle o è un tentativo di far fuori Davide Barillari e lasciare campo libero ad una candidatura di Roberta Lombardi ed evitare così di spaccare il M5S sulla scelta del candidato alla presidenza della Regione Lazio (per la quale corre anche Valentina Corrado)?

Davide Barillari escluso dal punto G?

Ieri il M5S ha dato il via alla presentazione delle candidature per i posti di consigliere e di Presidente. Gli attivisti iscritti al MoVimento abilitati ad accedere al “sistema operativo” Rousseau hanno tempo fino alle ore 24.00 del giorno domenica 1 ottobre 2017 per avanzare la propria candidatura. Le regole sono sempre le solite, con una curiosa eccezione: si possono candidare solo coloro che “non abbiano mai partecipato a elezioni di qualsiasi livello con forze politiche diverse dal MoVimento 5 Stelle”. C’è chi pensa che questa regola possa bloccare la corsa di Davide Barillari, eletto consigliere regionale alle elezioni del 2013. Il motivo è presto detto: Barillari nel 2004 – quando risiedeva a Milano – ha preso parte alle elezioni per la Provincia di Milano nella “Lista delle Liste – Partecipazione e Solidarietà” a sostegno di Filippo Penati. La Lista delle Liste era una lista indipendente di centro-sinistra che aveva molte delle caratteristiche di quello che poi sarebbe stato il primo M5S, quello dei meetup. In quell’occasione Barillari conquistò la bellezza di 85 voti e non fu eletto.
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La questione venne fuori già nel 2012 quando Barillari fu incoronato (con 100 click) candidato Presidente alle regionali. Diversi attivisti ricordarono come Barillari avesse preso residenza in Lazio solo poco tempo prima (nel 2010) e che in passato abbia fatto il sindacalista per la FIOM/CGIL. Ma soprattutto a molti non andava giù che tra le numerose esperienze riassunte nel suo curriculum Barillari avesse curiosamente omesso di segnalare di essersi candidato per una lista a sostegno di Penati nel 2004, appena tre anni prima di iscriversi al M5S della Martesana.

Le Regionarie 2013

Per le regionali del 2013 ormai “il danno era fatto” e Barillari riuscì a candidarsi lo stesso nonostante una discreta mancanza di trasparenza. Non si tratta di un problema nuovo nel MoVimento e chi ne segue le dinamiche si ricorderà di un simile dibattito durante le comunarie di Roma quando gli attivisti si interrogarono se chi è stato candidato ma non eletto (soprattutto in un periodo in cui il M5S non esisteva) può lo stesso candidarsi nel MoVimento. Il punto g) delle regole per le regionarie sembra rispondere negativamente. Quel “mai partecipato” sembra voler dire – ma sicuramente si troverà un’interpretazione adeguata per salvare Barillari – che l’aspirante candidato non deve avere nessuna esperienza di candidatura al di fuori del M5S.
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C’è anche un altro punto però che potrebbe portare all’esclusione di Barillari e riguarda la condotta in contrasto con i programmi e l’immagine del MoVimento 5 Stelle. Qualcuno potrebbe far notare al Garante del M5S che le posizioni di Barillari sui vaccini e il suo sostegno alle associazioni no-vax sono in netto contrasto con la posizione ufficiale del MoVimento 5 Stelle che non è per la libertà di scelta ed è orientato al raggiungimento della copertura vaccinale possibile. Barillari però sui vaccini sembra pensarla diversamente, difende i medici radiati e si avvale della consulenza di avvocati delle associazioni no-vax adottando le loro parole d’ordine e dando voce a tutte le mamme che non intendono presentare il certificato vaccinale. Ovvero a coloro che vogliono andare contro la legge.
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Già in passato è successo che dopo le dichiarazioni di una consigliera municipale romana contro i vaccini i vertici del M5S siano intervenuti per ribadire che i pentastellati sono “per accompagnamento alla vaccinazione, informazione capillare, vigilanza su efficacia e sicurezza” e che “dichiarazioni di natura diversa non rappresentano la posizione del MoVimento”. Forse in base anche al punto i) del regolamento qualche pentastellato potrebbe ricusare la candidatura di Barillari. Il MoVimento è cambiato e dire certe cose potrebbe danneggiarne l’immagine.

Uno vale uno? Ora non più

Siamo sicuri che il Garante troverà il modo di “perdonare” le precedenti esperienze politiche di Barillari e speriamo che almeno questa volta il consigliere regionale sia sufficientemente trasparente e onesto da elencare la candidatura a sostegno di Filippo Penati (Partito Democratico) nel suo curriculum. Tra le regole delle regionarie ce n’è una che dà la misura di quanto sia cambiato il MoVimento e di come anche al suo interno si stia costruendo una classe dirigente, ovvero quella che negli altri partiti viene definita “casta”.
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Lo avevamo già visto nelle regole delle barzellettarie per l’elezione di Di Maio a candidato Presidente del Consglio. Al Candidato Presidente della Regione Lazio “è richiesto un requisito aggiuntivo consistente nell’aver già svolto un mandato elettivo”. Questo significa che non tutti i cittadini sono uguali ma che ci sono cittadini che sono più uguali degli altri (cit.). Se da un lato è chiara l’intenzione di  selezionare persone competenti dall’altra non si può non notare la nascita di un vero e proprio apparato (ma come, proprio loro? il non-partito con il non-statuto?). Barillari è stato candidato Presidente senza aver svolto alcun mandato elettivo e per di più si era trasferito in Lazio appena un anno prima delle regionarie. Ora invece il M5S vorrebbe far credere che un consigliere municipale o comunale che ha svolto un mandato (magari all’opposizione) avrebbe maggiore esperienza di governo e sarebbe un Presidente migliore di un suo compagno di lista che avendo preso qualche voto in meno è rimasto fuori dal consiglio.
EDIT: Barillari è ufficialmente salvo! Lo Staff del MoVimento 5 Stelle si è accorto che le regola avrebbe potuto portare all’esclusione di Barillari e precisa che “il candidato non dovrà aver mai partecipato a elezioni di qualsiasi livello con forze politiche diverse dal MoVimento 5 Stelle” ma solo a partire dal 4 ottobre 2009. Un mai che quindi perde un po’ di assolutezza e che consente anche a Barillari di partecipare alle regionarie.
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Ora siamo sicuri che Barillari sarà trasparente al massimo e indicherà nel suo curriculum di essersi candidato (e di aver fatto campagna elettorale) per Filippo Penati. In fondo era prima del 2009, allora perché nasconderlo?