Cultura e scienze

Curzio Maltese, le lettere del Comitato di Redazione di Repubblica

Curzio Maltese è finito in una polemica qualche giorno fa quando Dagospia ha rivelato che il giornalista vuole tenersi il doppio stipendio di Repubblica e di onorevole per la lista Tsipras all’Europarlamento. Repubblica ha inviato una lettera al giornalista per metterlo in aspettativa vista la sua elezione e lui ha risposto dicendo di considerarsi «a disposizione del direttore», una formula giuridica che vuole intendere la perfetta corrispondenza con il suo status di inviato. Libero pubblica oggi le due lettere che il CdR di Repubblica ha mandato sulla vicenda. La citazione più importante è contenuta nella prima lettera:

Ebbene, il Cdr, quale organismo sindacale, non ha alcun potere di discutere le scelte di un collega assunte nel rispetto delle prerogative che gli riconosce la legge. Non siamo il Parlamento Europeo, non siamo i custodi dell’etica di Repubblica,delle sensibilità dei suoi singoli giornalisti, e non abbiamo diritto o strumenti per sindacare o impedire le scelte di ciascuno di noi.Abbiamo però un potere che abbiamo esercitato e che continueremo ad esercitare. Con i colleghi, la direzione, l’Azienda. Pretendere che le vicende e le scelte dei singoli vengano gestite da tutti i protagonisti (il collega, la Direzione, l’Azienda) con sensibilità, reciproco ascolto,trasparenza e tempestività, evitando che diventino l’occasione per esporre l’intero giornale e la qualità della sua redazione.