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Cristina Grancio: la consigliera M5S ancora contro lo stadio della Roma

cristina grancio

Cristina Grancio, consigliera del MoVimento 5 Stelle sospesa e successivamente reintegrata perché il M5S ha ritirato il provvedimento di sospensione dopo la sua decisione di affidarsi all’avvocato Lorenzo Borré portando Beppe Grillo in tribunale, torna a parlare dello stadio della Roma, che le era costato il provvedimento.

Cristina Grancio: la consigliera M5S ancora contro lo stadio della Roma

E lo fa con un lungo post su Facebook che riprende dubbi e bufale già ampiamente smentite, ma che sono state riprese persino dal PD Roma qualche tempo fa:

Viabilità, mobilità, piano trasporti, il nodo dei nuovi ponti, le coperture finanziarie, i finanziamenti dei privati e l’ intervento dello Stato, cubature e valori di mercato: una lunga lista di problemi che attendono ancora risposte correttamente argomentate e soluzioni certe e trasparenti.
Anche molti tecnici frenano e invitano a soppesare rischi importanti, perfino quello di esondazione.

cristina grancio

Le mie perplessità sono ancor più evidenziate, in modo articolato, nell’esposizione formulata da giornalisti che scrivono di un “gigantesco ecomostro di negozi, alberghi, uffici, che i privati vogliono costruirci accanto, in un’area verde destinata inizialmente a un parco attrezzato” (es. Il Messaggero).

I grillini e le fake news

Nell’ordine la Grancio non sembra avere alcuna voglia di comprendere che la riduzione delle opere pubbliche è una diretta conseguenza della riduzione delle cubature (le tre torri scomparse dal progetto), che anche lei perorava come del resto tutto il M5S, mentre torna addirittura sulla vicenda dei rischi di esondazione, ovvero il famoso rischio idrogeologico che aveva paventato, mal comprendendo i fini del progetto – che lo riduce – anche Beppe Grillo.
cristina grancio stadio della roma
Infine, la Grancio cita il Messaggero che si è schierato contro lo stadio della Roma con argomenti curiosi e un’ostilità discutibile, ma la parte divertente della vicenda è che prima i grillini dicono che i giornali scrivono fregnacce, e poi li citano quando fa comodo al loro ragionamento.

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