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Crisanti sì, Cirinnà no: chi c'è e chi non c'è nelle liste PD

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Liste PD

Una decisione arrivata dopo ore di trattative interne e resa ancor più complicata dal taglio di parlamentari (che diventerà effettivo già da questa tornata elettorale). Alla fine, la quadra è stata trovata con la compilazione – pressoché ufficiale – delle liste PD (per Camera e Senato) in vista delle Politiche del prossimo 25 settembre. E le maggiori sorprese arrivano dall’elenco degli esclusi (con alcune personalità che si sono auto-escluse), anche se c’è da segnalare lo sbarco in politica del microbiologo Andrea Crisanti.

Liste PD, dentro Crisanti (in Europa) e fuori Cirinnà, Pini e Ceccanti

Il docente, professore ordinario presso l’Università di Padova e salito agli onori della cronaca soprattutto durante la prima fase della pandemia Covid-19 con il cosiddetto “modello Vo'”, è stato scelto e inserito nelle liste PD come capolista della nella circoscrizione Europa. È il suo, dunque, uno dei nomi forti e nuovi su cui il Partito Democratico ha voluto puntare in vista del voto del prossimo 25 settembre. Ma questa decisione è solamente la punta dell’iceberg di una trattativa interna difficile e durata moltissime ore a causa delle tensioni tra i protagonisti.

Perché le liste PD sono state approvate solamente nella tarda serata di lunedì 15 agosto, con la Direzione del partito rinviata più volte nel corso della giornata. E non tutti hanno dato il loro appoggio all’elenco dei vari candidati del Partito Democratico. La partita, infatti, si è conclusa con 3 voti contrari e cinque astenuti. Segno tangibile di evidenti discussioni interne. Ed era quasi inevitabile, perché con il taglio dei parlamentari era ovvio che molti dei nomi già presenti nell’elenco dei candidati del 2018 non potesse essere ripresentato.

Oltre ad Andrea Crisanti, ci sono altri nomi noti. Enrico Letta, il segretario del Partito Democratico, correrà in Veneto e Lombardia come capolista alla Camera. Carlo Cottarelli, invece, sarà capolista al Senato a Milano. Francesco Boccia, Valeria Valente e Antonio Misiani correranno in Puglia, per un posto a Palazzo Madama, nel proporzionale. All’uninominale di Bari per Montecitorio, invece, ci sarà la scienziata Luisa Torsi. Poi gli altri under 35 scelti come capilista: Rachele Scarpa, Cristina Cerroni, Raffaele La Regina, Marco Sarracino.

Gli esclusi

Ma a fare rumore sono sicuramente gli esclusi. Già nei giorni scorsi, infatti, l’attenzione si era concentrata sui nomi di Giuditta Pini che, dopo la sua elezione nel 2013 alla Camera, ha rappresentato una boccata d’ossigeno giovane per il Partito Democratico. E, stando a quanto emerso dalla direzione PD, il suo nome non è stato inserito in lista (così come quello di Luca Lotti). Discorso differente per quel che riguarda due nomi di spicco tra i dem. Come Stefano Ceccanti.

Il docente di diritto pubblico comparato all’Università la Sapienza e attuale Capogruppo Pd in Commissione affari costituzionali, ha smentito questa notizia. Anche perché una sua candidatura secondo questa gerarchia rappresenterebbe un’altissima possibilità di mancata elezione. Ma a fare più rumore, specialmente parlando di diritti, è la scelta fatta dal Partito Democratico su Monica Cirinnà (e la conseguente decisione della senatrice in carica):

“La mia avventura finisce qui: comunicherò la mia non accettazione della candidatura. Mi hanno proposto un collegio elettorale perdente in due sondaggi, sono territori inidonei ai miei temi e con un forte radicamento della destra. Evidentemente per il Pd si può andare in Parlamento senza di me, è una scelta legittima. Resto nel partito, sono una donna di sinistra ma per fortuna ho altri lavori”.

Alla paladina della legge sulle unioni civili, dunque, non è stato proposto uno spazio elettorale sicuro. Anzi, quel collegio in cui doveva essere inserita era appannaggio del centrodestra secondo le ultime rilevazioni.

Esclusi anche Tommaso Nannicini, Emanuele Fiano e altri nomi posti in collegi dove la possibilità di essere eletti non è affatto elevata.

Le parole di Enrico Letta

E a fare da cornice a questo quadro delle liste PD ci sono state le parole pronunciate da Enrico Letta al termine della Direzione del Partito Democratico eh ha approvato queste candidature:

“Volevo ricandidare tutti gli uscenti ma era impossibile, quattro anni fa il metodo di chi faceva le liste era: ‘faccio tutto da solo’. Potevo imporre i miei ma ho cercato di comporre un equilibrio, perché il partito è comunità”.