La NASA lo ha presentato come il pianeta gemello della Terra, ma di Kepler 452b sappiamo così poco che è ancora troppo presto per cantare vittoria. Anzi. Storia di una campagna di stampa vincente e di un po' di marketing ben fatto

Giovanni Drogo

Ieri la NASA ha dato l’annuncio della scoperta di un esoplaneta (ovvero di un pianeta esterno al sistema solare) molto simile alla Terra. L’emozione ovviamente è stata grande con reazioni entusiastiche che vanno dal non siamo soli nell’universo al la Terra ha un pianeta gemello a mille anni luce di distanza. Vogliamo rassicurare subito Salvini, è così distante che non c’è rischio che gli immigrati da Kepler 452b possano arrivare in Italia e invaderci.

L'infografica che mette a confronto la Terra con Kepler 452b

L’infografica che mette a confronto la Terra con Kepler 452b

La scoperta è stata fatta dalla missione Kepler della NASA. Kepler è un telescopio spaziale messo in orbita sei anni fa. Da allora questo sofisticato strumento ha scrutato lo spazio alla ricerca di stelle e di pianeti con caratteristiche simili alla Terra. L’annuncio dell’avvistamento di una stella di dimensioni simili al nostro Sole e di un pianeta che le orbita attorno di dimensioni simili ala Terra ha fatto rapidamente il giro del mondo (non si sa se anche dell’Universo). Ecco finalmente trovata la prova che da qualche parte, a un migliaio di anni luce da noi, esiste qualcosa di simile a noi. Quanto simile? Come si vede dalle infografiche il sistema in cui orbita Kepler 452b non è come il Sistema Solare, c’è un solo pianeta, un po’ più grande della Terra, che orbita attorno ad un sole che leggermente più luminoso e più grande (circa il 10% in più) che ha un miliardo e mezzo di anni in più del nostro Sole. Cos’altro si sa di Kepler 452b? Poco o nulla, che il suo periodo di rivoluzione intorno alla stella Kepler 452 è di 385 giorni e che, come la Terra, si trova all’interno della fascia abitabile dell’orbita di una stella. Quello che sappiamo si basa su quello che Kepler è stato in grado di dedurre dall’osservazione del passaggio del pianeta di fronte alla sua stella. Certo è affascinante immaginare che quella traccia possa rappresentare la scoperta della vita al di fuori del Sistema Solare, ma le cose non stanno così.

Innanzitutto Kepler 452b non è l’unico esoplaneta scoperto dalla missione Kepler; è il primo ad essere “confermato” come potenzialmente abitabile, ma la missione ha già individuato dodici altri pianeti “candidati” di dimensioni simili alla Terra che orbitano attorno ai loro soli nella fascia abitabile ovvero quella zona dell’orbita attorno ad una stella dove è teoricamente possibile trovare acqua allo stato liquido sulla superficie e che pertanto si ritiene favorevole allo sviluppo di forme di vita. Di tutti questi pianeti però non sappiamo se ci sia o meno l’acqua. Insomma la notizia è una notizia solo per il modo enfatico con cui è stata data, ma dell’esistenza di pianeti simili al nostro qualche indizio già c’era.

Con letteralmente migliaia di altri candidati ancora da analizzare è davvero ancora presto per festeggiare. Del resto di Kepler 452b si sa ancora davvero pochissimo. Non sappiamo nulla circa la composizione dell’atmosfera della presenza d’acqua allo stato liquido ovvero due dei fattori decisivi per lo sviluppo della vita per come la conosciamo sulla Terra.

L'infografica di Repubblica su Kepler 452b

L’infografica di Repubblica su Kepler 452b

Insomma per il momento l’unica vera notizia è che la NASA sa ancora come farci sognare lo spazio e presentarcelo come la nuova, ultima, frontiera dell’umanità. Come ha scritto Marco Cattaneo su Facebook la NASA ha vinto il campionato universale di comunicazione anche quest’anno. Anche oggi, con Kepler, sono riusciti a venderci per diamante un modesto swarovski. La grande campagna di stampa della NASA ha coinvolto anche Reddit, con un AMA tenuto dai “cacciatori di pianeti” che hanno spiegato ai redditors il loro lavoro invitando i più curiosi a partecipare al progetto di analisi dei dati raccolti da Kepler. Nel frattempo la stampa è impegnata a fare i paragoni con il colossal cinematografico della scorsa stagione Interstellar di Nolan, dimenticando un piccolo grande film che fa dell’incontro con un pianeta letteralmente gemello al nostro e dei sogni di una “seconda possibilità” che l’idea evoca una storia degna di essere vista.

Giovanni Drogo

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