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Ciro Grillo rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale di gruppo

Il figlio del comico e garante del MoVimento 5 Stelle finirà a processo insieme ai suoi tre amici

ciro grillo

La difesa puntava all’archiviazione del caso e delle accuse, ma la giudice per l’udienza preliminare ha deciso di seguire quanto chiesto dalla difesa della giovane che ha presentato denuncia e del pubblico ministero Gregorio Capasso: Ciro Grillo e i suoi tre amici (Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia, Vittorio Lauria) sono stati rinviati a giudizio e dovranno rispondere, durante il processo, all’accusa di violenza sessuale di gruppo. La decisione è arrivata dopo un’ora di camera di consiglio.

Ciro Grillo è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale di gruppo

Secondo l’avvocata Giulia Bongiorno, legale della ragazza che aveva accusato il figlio del garante del MoVimento 5 Stelle e i suoi amici di stupro nella notte tra il 16 e il 17 agosto del 2019 all’interno dell’abitazione di Cala di Volpe (di proprietà del comico genovese), sono tantissimi gli elementi che vanno contro la tesi difensiva dei giovani: “Ci sono tanti riscontri contro gli imputati, ma abbiamo anche la ‘scatola nera’. Che comprende tutte le intercettazioni e le chat, come quelle della mia assistita nella stessa notte dello stupro”.

“Nonostante la Cassazione ritiene che le dichiarazioni della persona offesa di un delitto di violenza sessuale, dopo la verifica della credibilità, costituiscano di per se prova per una condanna – ha detto la legale della giovane parlando ai giornalisti – in questo processo ci sono numerosi riscontri e anche le ‘scatole nere’ su cui oggi ho puntato nel mio intervento. Non posso aggiungere di più”. Prove che hanno spinto la gup Caterina Interlandi a rinviare a giudizio Ciro Grillo e i suoi tre amici, con la prima udienza del processo che si terrà il prossimo 16 marzo. Il tutto nonostante le parole, che ostentavano sicurezza, pronunciate dall’avocato del figlio del comico mentre si attendeva la fine della camera di consiglio: “È inutile andare a processo perché l’impianto accusatorio è inconsistente”.

(foto: da Facebook)