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Chi dovrà fare la quarta dose di vaccino anti-Covid in Italia

neXt quotidiano|

Quarta dose vaccino

Dopo il via libera dato dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) nella giornata di mercoledì 6 aprile, l’Italia ha fornito i dettagli per la somministrazione della quarta dose di vaccino (o secondo richiamo) anti-Covid. Le linee guida tracciata dall’ente regolatore europeo ricalcano in pieno le indicazioni fornite oggi dal Ministero della Salute, dall’Aifa, dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dal Consiglio superiore di sanità. In Italia, dunque, a breve si inizierà con il prosieguo della campagna di immunizzazione. Ma non per tutti.

Quarta dose vaccino anti-Covid, chi dovrà farla in Italia

Confermato il criterio anagrafico per ricevere la quarta dose vaccino anti-Covid. Per il momento, dunque, sarà riservata a tutti quei cittadini nella fascia d’età over 80, che potranno riceverla a partire da 4 mesi di distanza dal booster. Gli anziani, dunque, sono considerati ancora la categoria a rischio più alto in caso di infezione. Per quel che riguarda le altre fasce della popolazione, invece, ancora nulla è stato deciso. Perché se la curva epidemiologica ancora altalenante senza mostrare picchi verso il basso, il numero di ospedalizzazioni e ricoveri in terapia intensiva continua a essere stabile (e in lieve ma costante diminuzione).

Over 80, dunque. Ma non solo. Nella nota pubblicata dal Ministero della Salute, infatti, si parla anche di altri casi in cui è fortemente consigliato il secondo richiamo (ovvero il secondo booster dopo il completamento del ciclo primario, le prime due dosi) per gli ospiti dei presidi residenziali per anziani (le RSA) e per le persone con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti di età uguale o superiore a 60 anni.

Chi ha già avuto il Covid dopo il booster

Un dettaglio molto importante arriva per chi – in quelle fasce d’età o categorie di rischio indicate – ha contratto l’infezione da Sars-CoV-2 (in tutte le sue varianti) dopo aver ricevuto la dose booster: per loro, al momento, non è previsto un secondo richiamo.

(Foto IPP/Fabio Cimaglia)