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Castore e Polluce: la truffa della coop di housing sociale e il politico implicato in Mafia Capitale

«Domani porteremo una denuncia in Procura, perché il responsabile del consorzio Castore e Polluce allude in maniera pesante al coinvolgimento di alcuni esponenti politici»: l’annuncio è dell’assessore capitolino alla Trasformazione Urbana, Giovanni Caudo, al termine di un incontro con una delegazione di cittadini che sarebbero stati truffati dalla Coop Castore e Polluce su un progetto di case in social housing: la truffa è stata svelata dalla trasmissione Le iene, dove il presidente della coop, Fabio Fusaroli che ha parlato – con una telecamera nascosta che ha registrato tutto – di mazzette a un indagato nell’inchiesta Mafia Capitale. «Il consorzio – ha detto Caudo – non aveva alcuna autorizzazione né diritto reale né assegnazione di aree da parte dell’amministrazione: tutto si basava su una pretesa o su una probabilità. Abbiamo assicurato ai soci della cooperativa la nostra assistenza, relativamente al fatto che noi facciamo questa denuncia, loro procederanno con un esposto, quindi – ha concluso – alla fine i due percorsi si incroceranno».
 
CASTORE E POLLUCE: LA TRUFFA DELLA COOP DI HOUSING SOCIALE
La trasmissione di Italia 1 ha svelato una truffa dal valore di 4 milioni di euro a 700 persone alle quali era stata promessa un’abitazione in varie zone di Roma, utilizzando il metodo dell’housing sociale. Dopo il servizio-denuncia mandato in onda da ‘Le Iene’ oggi l’assessore capitolino alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo ha incontrato alcune di queste persone diventate socie della cooperativa Castore e Polluce il cui presidente ha ammesso di aver dato mazzette a un indagato nell’inchiesta Mafia Capitale. A raccontare quanto accaduto sono stati due ‘truffati’ e cioè Stefano e Francesca: “ci avevano promesso due attici, in realtà avevano promesso moltissimi attici ma noi non lo sapevamo”. I neo soci hanno dovuto versare la quota associativa e una ‘quota servizi che oscillava dai 9 ai 27 mila euro per appartamenti che sarebbero costati 2.100 euro al metro quadro. “Ci sono stati anche due incontri in Campidoglio – hanno raccontato – con il capo segreteria della scorsa amministrazione e con i responsabili degli organi tecnici”. “Sono stati coinvolti alcuni Cral aziendali come quelli di Acea, di Lottomatica, di Eni, di Polizia dello Stato e Ferrovie dello Stato – hanno raccontato -: nel senso che il piano di housing sociale della cooperativa Castore e Polluce veniva presentato nelle sedi dei Cral per avere soci tra le aziende”.
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…E IL POLITICO IMPLICATO IN MAFIA CAPITALE 
“Nel 2012 – ha confermato Caudo – il piano era stato presentato e pubblicizzato in contesti come il Cral dell’Acea anche tramite circolare. Quanto accaduto segnala come si fosse messa in moto un’attività collusiva tra dimensione politica e tecnica attorno agli ambiti di riserva cosa che abbiamo cancellato nel 2013 togliendo un brodo di coltura importante a una parte di collusione importante poi emersa con l’indagine di Mafia Capitale”. “Abbiamo esortato le persone che sono venute a segnalarci altre eventuali cooperative o situazioni simili – ha concluso l’assessore – e metteremo anche un avviso sul sito del Comune perchè se ci sono altri soci di cooperative che sono stati coinvolti in operazioni di questo tipo, si facciano avanti”. Ma c’è di più: Fusaroli, durante il servizio delle Iene registrato da una telecamera nascosta, ha anche dichiarato di essersi mosso con l’assenso di un politico che ha poi scoperto essere implicato in Mafia Capitale, e alluso ripetutamente al pagamento di tangenti per smuovere il progetto prima di ricevere dalla Giunta il no definitivo alla costruzione delle case con il progetto di housing sociale. Il nome del politico è stato censurato dalla trasmissione di Italia 1, mentre Fusaroli diceva nella registrazione di andare in campidoglio “a bussare con i piedi” perché aveva le mani occupate.