Rassegna Stampa

La storia di Casaleggio e gli articoli di Sputnik scomparsi dal web

Diversi articoli di propaganda russa comparivano all’interno della galassia di portali legati al M5S, prima della loro cancellazione

Casaleggio

Quei contenuti non sono più visibili e sono scomparsi anche dai motori di ricerca. Ma nei documenti depositati agli atti per una perizia legale sono ancora visibili e potrebbero portare a una causa contro la Casaleggio Associati. Si tratta di una serie di articoli pubblicati negli anni all’interno di quella galassia web strettamente legata al MoVimento 5 Stelle. Portali che per anni hanno raggiunto le vette della propaganda populistica pentastellata in cui, in diverse occasioni, è stato dato ampio spazio alla narrazione unica del Cremlino attraverso la riproposizione di pezzi pubblicati da Sputnik e Russia Today (megafoni dichiarati e sostenuti da Mosca).

Casaleggio e gli articoli di propaganda russa spariti dai siti M5S

A depositare quell’elenco di articoli scomparsi dal web è stato Marco Canestrari. Ora vive a Londra, ma lavorò per 4 anni – come programmatore – per Casaleggio. Ed è proprio da lui che arriva l’accusa diretta al fondatore dell’Associazione Rousseau e che ha tenuto le briglie del M5S in mano dopo la morte del padre Gianroberto. Il quotidiano La Repubblica ha parlato proprio con il 38enne e ha visionato quegli articoli depositati in attesa di una perizia legale. E all’interno si trovano titoli come:

“Lavrov: gli Usa risparmiano l’Isis per indebolire Assad”, o “molti media occidentali si sono affrettati a unirsi alla campagna russofoba e diffamatoria contro il presidente Putin”, ispirati da Russia Today. Oppure “Vertice Brics: presente tutto il mondo, escluso l’Occidente”, “La mossa di Putin oscura Obama”, o la bufala complottista, anch’essa ancora da Sputnik: “Gli Usa finanziano il traffico di migranti verso l’Italia?”.

Una serie di articoli propagandistici filo-russi che hanno segnato il passo. Perché il MoVimento 5 Stelle per anni erano stati molto combattivi contro Vladimir Putin. Poi, con l’invasione della Crimea l’atteggiamento è cambiato. Quegli articoli, come spiegato da Canestrari che per 4 anni ha lavorato all’interno di quell’ingranaggio, sono stati cancellati dal web, così come quelle testimonianze in “archivio” (rimosse dopo le richieste di chi deteneva i diritti d’autore di quei contenuti un tempo pubblicati) che non sono più visibili in rete. Rimossi a partire dal 2018, dopo le elezioni che portarono i pentastellati a essere il primo partito in termini di voti e consensi elettorali. E proprio in quell’occasione avvenne lo spegnimento di quella galassia di portali (molti ricchi di disinformazione) che hanno consentito al M5S di toccare la pancia del popolo. Ovviamente è presto per affermare che per anni il mondo pentastellato sia stato megafono del Cremlino (con tutti gli annessi e connessi di un’accusa simile) e per questo sarà importante attendere l’esito di quella perizia che potrebbe portare a un’analisi più profonda di eventuali rapporti di “collaborazione”. Ma siamo ancora nell’alveo delle ipotesi.