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La cena di Casaleggio con Lanzalone e lo statuto M5S scritto dall’avvocato

luigi di maio davide casaleggio

Annalisa Cuzzocrea su Repubblica oggi torna sulla vicenda della cena di Davide Casaleggio con Luca Lanzalone la sera prima dell’arresto dell’avvocato che Di Maio, per sua stessa ammissione, ha fatto nominare al vertice di ACEA come premio per la trattativa sullo Stadio della Roma a Tor di Valle. Nell’articolo si torna sulla vicenda dell’ultimo statuto del M5S, quello del dicembre 2017, che è stato scritto proprio dallo studio di Lanzalone, che oggi difende i grillini nelle cause intentate per nome, sito e simbolo:

I troppi poteri del capo politico tornano a essere il problema. Al nuovo statuto che glieli conferiva ha lavorato lo studio Lanzalone di Genova, su richiesta di Grillo e Casaleggio. Non solo. È quello studio — con gli avvocati Ronnie Rodino, Stefano Di Biase e Luciano Costantini — a seguire la causa che più preoccupa il Movimento: quella intentata a Genova da Marika Cassimatis e altri esponenti della vecchia associazione, fatta decadere con la nascita della nuova, nel dicembre scorso.

In ballo ci sono l’uso del simbolo e del nome del Movimento 5 stelle. Il processo è entrato ora nella fase di merito e dimostra — dice l’avvocato dei ricorrenti Lorenzo Borrè — come «il blog delle stelle sia una creatura dello studio Lanzalone. L’ex presidente di Acea non era uno tra i tanti consulenti, ma il consigliere giuridico del Movimento».

ricorso m5s regolamento simbolo associazione borrè - 4
La composizione dell’associazione del 2012

Anche per questo, mercoledì scorso, a poche ore dal suo arresto, Lanzalone era a cena nel centro di Roma con Davide Casaleggio e il resto dell’associazione Rousseau:

Compreso Pietro Dettori, l’uomo che i vertici del Movimento avevano scelto per entrare a Palazzo Chigi nel ruolo di capo dell’ufficio del presidente Giuseppe Conte, ma che potrebbe essere dirottato sul ministero dello Sviluppo economico, nonostante questo non risolva in nessun modo il suo conflitto di interessi (essendo socio dell’associazione Rousseau, che parlamentari e consiglieri regionali finanziano con 300 euro al mese ciascuno e che gestisce il blog e le piattaforme digitali del Movimento).

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