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La storia del B&B e della camorra dietro il crollo di Torre Annunziata

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Un B&B occulto dietro il crollo. “Torre Annunziata, la pista dei lavori di ristrutturazione all’ombra dei clan”, è il titolo in prima pagina del quotidiano Il Mattino per spiegare il crollo dell’edificio nella città che ha provocato otto morti, dei quali due bambini. Ma l’avvocato Roberto Cuomo, amministratore della palazzina di via Rampa Nunziante,  smentisce: le abitazioni sono state acquistate con atto di compravendita tra privati nel mese di aprile del 2016; non esiste alcuna società immobiliare finalizzata alla creazione di strutture alberghiere o B&B.

Il B&B e la camorra dietro Torre Annunziata

In un lungo servizio, il quotidiano ricostruisce la storia dell’edificio, le procedure amministrative in relazione ai lavori in corso, alcune passaggi proprietari, con particolare attenzione al secondo piano, non crollato così come il primo. Lavori avviati da circa due mesi al secondo piano che negli ultimi tre giorni prima della tragedia si sono fatti più intensi, scrive il giornale. Appartamento venduto ad una famiglia nota in città per più motivi che, secondo più di una voce che ricorre nella cittadina vesuviana, aveva intenzione di farne un B&B. Scrive il quotidiano: “Dopo la presentazione della Scia al Comune, i lavori sarebbero partiti di gran lena, anche con martelli pneumatici. Ma come mai l’architetto Giacomo Cuccurullo, proprietario dell’attico all’ultimo piano ed esperto dipendente dell’Ufficio tecnico del Comune, non ha mai avuto sospetti su interventi che avrebbero potuto intaccare l’equilibrio del palazzo in tufo che abitava da una decina d’anni con la famiglia?”. Lavori, secondo Il Mattino, eseguiti da una ditta su cui gli inquirenti hanno intenzione di verificare sospetti di eventuali legami indiretti con clan torresi. Dice Giosuè Starita, sindaco di Torre Annunziata per 10 anni e avvocato: “C’è chi ipotizza contatti sospetti dell’impresa che effettuava i lavori al secondo piano. Elementi che potranno verificare con certezza solo gli inquirenti”. Starita sospetta anche “la manomissione di ‘una putrella’ nei lavori al secondo piano. Il silenzio di Cuccurullo? Starita avanza un sospetto: ‘E se qualcuno gli avesse fatto capire che doveva farsi i fatti suoi e starsene tranquillo?”, conclude il servizio del quotidiano.
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Le attenzioni della magistratura sono quindi concentrate sui lavori di riqualificazione agli immobili posti ai primi due piani dell’edificio di via Rampa Nunziante. Ora si intende capire cosa stesse avvenendo all’interno dei due appartamenti che affacciano sul lungomare oplontino; anche per questo, oltre alla concessione edilizia dell’intero immobile, dal Comune sono stati consegnati anche tutti gli incartamenti riguardanti la Scia (la segnalazione certificata di inizio attività) per gli interventi in corso nell’appartamento posto al primo piano dell’immobile. Non ci sarebbero, invece, come si apprende, incartamenti relativi ai lavori che si stavano eseguendo nell’unità al secondo piano dello stabile. Nessuna comunicazione, insomma, sarebbe stata data al Comune in merito a tali interventi: “Con le ultime normative – fanno però sapere gli esperti – in caso di lavori ordinari, non c’è bisogno di alcuna comunicazione di inizio attività”.

L’immobile di via Rampa Nunziante a Torre Annunziata

Questo però vale per le opere di pavimentazione e rifinitura esterna, non invece quando si abbattono pareti. E qui sta il punto: secondo i racconti resi in questi giorni dai residenti dello stabile e da quelli che si trovano nella palazzina posta nelle immediate vicinanze (anch’essa evacuata a scopo precauzionale), si sarebbero uditi nei giorni precedenti il crollo rumori compatibili con l’utilizzazione di un martello pneumatico. Anche per questo sarà importante da parte della Procura individuare i consulenti tecnici che parteciperanno nei prossimi giorni, insieme con le forze dell’ordine e agli inquirenti, ai controlli sul cratere dove si è verificato il crollo e in particolare nelle parti dell’immobile rimasto in piedi.

Notizie smentite dall’amministratore della palazzina. Cuomo ”a nome e nell’interesse dei proprietari degli appartamenti del condominio Palazzo Nunziante” parla dell’immane ”tragedia consumatasi con la perdita di vite umane” che ha ”determinato nelle 48 ore successive al terribile evento, l’impegno incessante, in una condizione di profondo dolore e sgomento, nel dare il proprio contributo a tutte le autorità pubbliche tempestivamente intervenute”. ”Tuttavia, appare doveroso – aggiunge Cuomo – alla luce delle varie notizie ‘battute’ sugli organi di stampa, spesso infondate, sicuramente diverse e contraddittorie tra loro, fornire le seguenti precisazioni: le abitazioni sono state acquistate con atto di compravendita tra privati nel mese di aprile del 2016; non esiste alcuna società immobiliare finalizzata alla creazione di strutture alberghiere o B&B; erano in corso lavori di ristrutturazione privata all’interno dei singoli appartamenti del piano primo regolarmente denunciati alle autorità competenti e del secondo piano in fase di iniziazione”. ”Distrutti e colpiti nell’animo da quanto accaduto – sottolinea l’amministratore – nel rispetto del dolore delle famiglie che hanno subito definitive ed irreparabili perdite, invitiamo tutti gli organi di stampa e non, al rispetto incondizionato della vita umana, evitando di diffondere notizie non veritiere, profondendo invece, insieme il proprio impegno e le proprie energie nella collaborazione con le autorità inquirenti preposte, per la ricerca della verità”. ”Qualsiasi ulteriore comunicazione, informazione, notizia, priva di adeguati riscontri ufficiali – conclude l’avvocato Roberto Cuomo – sarà oggetto di valutazione per eventuali azioni legali a tutela di tutti gli interessati”.