Politica

I cacciati e i salvati del Partito Democratico nel Lazio

roberto giachetti candidato sindaco roma

Repubblica riepiloga oggi in questa infografica i tanti epurati dal Partito Democratico di Roma e del Lazio in occasione della presentazione delle liste dei candidati del partito di Renzi. Le recriminazioni, racconta Mauro Favale, sono tante, avanzate dalle minoranze escluse dai collegi che contano, sacrificate per fare spazio ai fedelissimi di Matteo Renzi e Matteo Orfini, gli unici che si salvano. Di Marco Miccoli abbiamo già parlato ieri, mentre Umberto Marroni, coordinatore della mozione Emiliano nel Lazio, poteva aspettarselo. Walter Tocci, che aveva spiegato in tempi non sospetti che nel PD è difficile anche parlare, ha fatto la stessa prevedibile fine.
candidati pd lazio
Tra i renziani che festeggiano la candidatura c’è Patrizia Prestipino, candidata all’uninominale all’Ardeatino che dopo aver, mesi fa, invitato a sostenere le mamme per «continuare la nostra razza», la responsabile del dipartimento animali del Pd, insegnante, vicinissima alla sottosegretaria Maria Elena Boschi, l’altroieri ha postato sul suo profilo Instagram la foto di uno scambio di messaggi con alcuni ragazzi in posa (si vede in una foto) davanti a un manifesto del Pd. «Boia chi molla prof», le scrivono i giovani a didascalia dell’immagine.

patrizia prestipino boia chi molla
Foto da: Lanotiziagiornale

Ma il più felice di tutti non può che essere Luciano Nobili. Dopo essere stato il coordinatore della campagna di Roberto Giachetti infilato nel collegio sicuro di Sesto Fiorentino – come sindaco di Roma con i risultati catastrofici che tutti conosciamo, ha guidato l’incoronazione di Andrea Casu a segretario del Partito Democratico Roma nell’ormai famosa (in città) vicenda dei quattro candidati di cui due hanno annunciato la candidatura nel giorno della presentazione delle firme. Poi il PD Roma ha subìto un altro, clamoroso tracollo a Ostia dove il suo candidato, Athos De Luca, non è nemmeno riuscito ad arrivare al ballottaggio. Adesso per premio Nobili diventa candidato blindato. Ah, la meritocrazia renziana!