FAQ

Sondaggi politici: le simulazioni dei collegi e la situazione del centrosinistra

@Asia Buconi|

Fratoianni Bonelli Letta Calenda

Come noto, l’attuale legge elettorale, il Rosatellum, delinea un sistema misto per un terzo maggioritario e per due terzi proporzionale. Questo significa che 147 deputati e 74 senatori verranno eletti in collegi uninominali, ovvero porzioni di territorio che porteranno alla “vittoria” un solo deputato e un solo senatore, mentre i restanti 245 deputati e 122 senatori saranno scelti in liste proporzionali. BiDiMedia, sulla base dei numerosi sondaggi svolti recentemente, ha voluto fare una panoramica della distribuzione politica dei collegi in questione attraverso una simulazione molto approfondita.

La simulazione collegi BiDiMedia: il Csx ha speranze solo se alleato

Dalla simulazione di BiDiMedia è emerso che il primato dei collegi uninominali sembrerebbe attualmente detenuto dalla coalizione di centrodestra (FdI, Lega, FI, Noi con l’Italia/Italia al Centro e Cambiamo/Udc), che ne otterrebbe alla Camera ben 108, di cui 80 “solid” (ovvero certi, in quanto il distacco è oggi superiore agli 8 punti) e 28 “lean” (dunque con un distacco inferiore agli 8 punti). Il centrosinistra (Pd, Azione/Più Europa, Alleanza Verdi/Sinistra ed Impegno Civico di Di Maio), da parte sua, vincerebbe 37 collegi uninominali, di cui 12 “solid” e 25 “lean”. Due seggi andrebbero poi a SVP, mentre nessun altro partito o coalizione (M5S compreso), almeno per il momento, riuscirebbe a vincere seggi nell’uninominale.

La situazione è simile al Senato, dove il Centrodestra vincerebbe 56 collegi (4o “solid” e 16 “lean”), mentre il Centrosinistra ne otterrebbe appena 16 (4 “solid”, 12 “lean”). La proporzione è assimilabile a quella delle proiezioni relative alla Camera dei Deputati, ma appare per Palazzo Madama ancora più penalizzante per il Centrosinistra.

Per quel che riguarda i collegi plurinominali, che eleggeranno 245 deputati e 122 senatori in liste proporzionali, la situazione è la seguente: alla Camera il Centrodestra vincerebbe 122 seggi, il Centrosinistra 95, il M5S 27 e SVP 1. Mentre al Senato, anche per effetto della distribuzione regionale dei seggi, il Centrodestra ne otterrebbe 64 (più del 50%), il Centrosinistra 46 e il M5S 12. Sommando i valori, il Cdx otterrebbe alla Camera 230 seggi (il 58% del totale), il Csx 132 (il 33%), il M5S 27 (il 7%), mentre il resto andrebbe a SVP (3 seggi) ed Estero (8 seggi).

La possibile rottura di Calenda dopo l’accordo dei dem con Europa Verde e Sinistra Italiana potrebbe peggiorare ulteriormente la situazione per il Csx: senza Azione e Più Europa, il centrodestra riuscirebbe a ottenere ben 250 seggi (il 63%). Se a sfilarsi fosse invece il binomio Ev-Si, la destra arriverebbe a 247 seggi totali (il 62%). Va da sé che l’opzione migliore per la sinistra, numeri alla mano, rimanga quella di allearsi. Ma la coalizione sembra scricchiolare sempre di più.