Cultura e scienze

Buona scuola: tutto il potere ai presidi

La riforma della Buona Scuola appena licenziata – si fa per dire – dal governo Renzi prevede che i dirigenti scolastici possano gestire le risorse umane, tecnologiche e finanziarie. Le scuole avranno un organico potenziato (garantito dal piano straordinario di assunzioni) per coprire tutte le cattedre vacanti, rispondere alle nuove esigenze didattiche, organizzative e progettuali, potenziare l’offerta formativa, fronteggiare la dispersione scolastica, rendere la scuola più inclusiva, eliminare le supplenze. Le scuole potranno indicare il loro fabbisogno di docenti e strumenti per attuare i Piani dell’offerta formativa, che diventano triennali e sono predisposti dai presidi, sentiti gli insegnanti, il Consiglio di istituto e le realtà territoriali. Verrà istituito anche un Portale unico dei dati della scuola con la pubblicazione di tutti i dati relativi al sistema di istruzione. Ma chi sono i dirigenti scolastici in Italia? Spiega oggi il Corriere della Sera:

Hanno in media 55 anni, almeno 5 anni di insegnamento alle spalle, guadagnano circa 55 mila euro lordi all’anno e lavorano 45-50 ore a settimana: ecco il profilo dei 7.777 presidi italiani. «Dovrebbero essere molti di più — rileva il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Giorgio Rembado —, le scuole sono 8.519 e la pianta organica prevede 8.000 dirigenti: ma non ci sono concorsi dal 2011 e gli incarichi restano scoperti».

L’infografica del Corriere della Sera sui presidi in Italia

tutto il potere ai presidi
Quanti sono i presidi in Italia (Corriere della Sera, 14 marzo 2015)