Fatti

Bob Dylan vince il Nobel per la Letteratura

bob dylan

Spolverate i vostri Blonde on blonde: Bob Dylan ha vinto il premio Nobel per la letteratura. Il Nobel per la Letteratura 2016 è andato a Dylan per aver “creato una nuova poetica espressiva all’interno della grande tradizione canora americana”. Lo ha comunicato il Comitato dei Nobel a Stoccolma. L’annuncio è stato accolto dal boato dei presenti in sala. Dylan, all’anagrafe Robert Zimmerman, classe 1941, è stato insignito del premio per “aver creato delle nuove espressioni poetiche all’interno della traduzione della grande canzone americana”.

“There must be some way out of here” said the joker to the thief

Il cantautore statunitense è il primo musicista ad essere stato insignito del premio, e succede alla scrittrice bielorussa Svetlana Alexievich. Il Segretario generale dell’Accademia del Nobel, Sara Danius, ha spiegato alla televisione di Stato svedese Svt che la giuria aveva manifestato “una grande coesione” nella scelta. Dylan è nato a Duluth, nel Minnesota; i suoi nonni paterni venivano dall’Ucraina. Il suo nome d’arte viene dal poeta Dylan Thomas. Dopo gli inizi al pianoforte e una passione per il rock’n’roll si avvicina al folk grazie all’ispirazione di Odetta Holmes. Abbandonato il college si trasferì a New York e suonò l’armonica nel disco di Carolyn Hester: John Hammond della Columbia Records gli fece un contratto e gli permise di registrare il suo primo album, chiamato semplicemente Bob Dylan. Il disco vendette poco (cinquemila copie) ma abbastanza da pareggiare le spese, mentre il secondo – The Freewheelin’ Bob Dylan, pubblicato nel maggio 1963 – fu registrato sotto l’ala protettiva del suo manager Albert Grossman e conteneva il suo primo grande successo: Blowin’ in the wind. La canzone fu riregistrata, come si era soliti fare all’epoca, da Joan Baez, nel frattempo diventata sua compagna. Con l’album Dylan entrò di diritto nel firmamento delle star del folk.

Il suo album successivo, The Times They Are a-Changin’, arrivò dopo una famosa fuga dall’Ed Sullivan Show, dove non gli fu permesso di cantare Talkin’ John Birch Paranoid Blues, una presa per il culo dell’anticomunismo americano. Dopo Another Side of Bob Dylan arrivano tre capolavori consecutivi: Bringing It All Back Home, Highway 61 Revisited e Blonde on Blonde. Like a Rolling Stone, capolavoro di apertura di Highway, rappresenta l’inizio della svolta elettrica di Dylan e il suo abbandono delle chitarre acustiche in favore di quelle elettriche.

La sua carriera lo portò a registrare 37 album in studio e quattordici dal vivo, proseguendo felicemente insieme a tante prese di posizioni curiose come la sua conversione dall’ebraismo al cristianesimo, dopo la quale sentì il bisogno di dichiarare di non avere nulla a che fare con i Cristiani rinati e, più tardi, di far sapere di non sentirsi parte di nessuna religione organizzata. Tra le sue opere successive spiccano Pat Garrett & Billy the Kid, Blood on the tracks, Basement Tapes, Desire, Oh Mercy, Modern Times. L’ultimo suo disco, uscito il 20 maggio scorso, si chiama Fallen Angels.

“Le mie canzoni non cercavano di piacere a nessuno, non trasudavano dolcezza”, ha scritto nella sua autobiografia, Chronicles, pubblicata nel 2014 in Usa. “O allontanavano la gente o la costringevano a venirmi più vicino per capire di cosa si trattasse”. Il suo nome era apparso piu’ volte nella liste dei papabili al Premio Nobel per la Letteratura, ma ha comunque colto di sorpresa. Atipica anche la decisione di affidare a una donna, Sara Danieus, l’annuncio, prima donna a dare la lettura della decisione del Comitato dei Nobel, come ha spiegato la stessa organizzazione su Twitter. La sua carriera non ha conosciuto battute d’arresto, costellata di critiche ma soprattutto di successi. Ad esempio con la sua canzone del 2000 “Things have changed” scritta per il film Wonder Boys, vinse un Golden Globe e un Oscar come miglior canzone originale. Pare che Bob porto’ l’Oscar in tournee’, appoggiandolo su un amplificatore durante i concerti. Dylan ha fama di avere atteggiamenti eccentrici, ma anche di grandi sentimenti: si narra che quando mori’ Elvis Presley, non rivolse la parola a nessuno per una settimana. E’ inoltre un fan del gioco del poker, ed e’ vegetariano da lunga data. Ha avuto quattro figli da Sara Lownds, ma la loro unione e’ durata solo 13 anni ( dal 1965 al 1977). E’ stato poi sposato (dall’86 al ’92) con una sua corista di lunga data, Carolyn Carol Dennis. Tra i vari riconoscimenti, oltre ad alcune lauree honoris causa, l’inserimento da parte di Rolling Stones al secondo posto nella lista dei 100 migliori artisti, al primo tra i 100 migliori cantautori.