Cultura e scienze

Benedetto Della Vedova: da Silvio a Renzi passando per Monti

Benedetto Della Vedova è descritto da Wikipedia come politico ed economista italiano. Nella sua pagina su Wikipedia bastano tre righe per raccontare del suo girovagare nelle più varie collocazioni della politica italiana: da radicale a membro del Popolo della Libertà, poi finiano e infine montiano e in quanto tale sottosegretario agli esteri nel governo Renzi.

Già presidente dei Radicali Italiani (2001-2003) e leader del movimento dei Riformatori Liberali (2005-2009) e poi membro di Popolo della Libertà e Futuro e Libertà per l’Italia, attualmente è presidente dell’associazione di cultura politica Libertiamo, senatore eletto in Lombardia nella lista Con Monti per l’Italia. Dal 28 febbraio 2014 è Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri nel governo Renzi.

A Repubblica oggi però dice che l’esperienza montiana la ritiene finita e che sarebbe velleitario rilanciare Scelta Civica (come vuole fare un altro degli esponenti di SC nel governo Renzi, quell’Enrico Zanetti candidato unico al congresso e già distintosi per aver votato le norme sul regime dei minimi e poi aver protestato per le ingiustizie subite dalle povere Partite Iva). Della Vedova spiega e non spiega, dice e non dice, ma quello che si deve capire è sintetizzato nel titolo del colloquio con Tommaso Ciriaco:

Intervista a Repubblica, 3 gennaio 2015)
Intervista a Repubblica, 3 gennaio 2015)

Il come lo spiega Della Vedova nell’intervista (spiega?):

«Non siamo stati capaci di trasformare quel 10% in opzione politica, certo non è possibile farlo adesso. Serve un progetto più ambizioso».
Vale a dire?
«Diamoci tempo fino alla fine del 2015 per promuovere la costruzione di un nuovo movimento riformatore, che non può essere Scelta civica. Chiamando chiunque sia interessato, fuori o dentro Sc, su basi paritarie e senza posizioni predefinite».
Scusi, non vorrà lanciare un altro partitino?
«Di certo rilanciare Scelta civica significherebbe dare vita a un altro partitino. I dati delle Europee sono stati impietosi».
Lo sbocco di questo percorso potrebbe essere il Pd?
«La politica è in movimento. Vedremo quale legge elettorale ci sarà, i leader in campo. Chi è in Parlamento grazie a Monti si sente leale al governo e vuole rafforzare la leadership riformatrice di Renzi, ma per farlo bisogna scontrarsi quotidianamente con una parte del Pd…».
Insomma, lei starebbe nel partito di Renzi ma non nell’attuale Pd di Renzi?
«C’è una parte di opinione pubblica che guarda con favore a Renzi, al suo spirito europeista, senza però riconoscersi nel Partito democratico».

Insomma, con Renzi ma non con il PD. In che modo questo possa concretizzarsi, e cosa c’entri questo con la storia politica di Della Vedova e del centrodestra italiano poco si capisce. L’unico dato di fatto è che il senatore in questi anni è passato da Silvio a Fini, e poi da Monti a Renzi. Non male.