Cultura e scienze

Se il bassista dei Faith No More scrive al Questore di Roma

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La notizia “strana” del giorno è che Bill Gould, bassista e fondatore dei Faith No More, ha scritto una lettera al Questore di Roma che venerdì 6 maggio ha disposto la chiusura temporanea (per trenta giorni) del Circolo Arci Dal Verme in base all’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS) che consente alle forze dell’ordine di chiudere un locale dove sono “avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini“. In sostanza il circolo Arci romano sarebbe il covo di pericolosi criminali e la sua presenza costituirebbe un pericolo per la società.
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I pericolosissimi criminali del Circolo Dal Verme

Fa sorridere che quella che in questi sette anni di attività è diventata una delle più importanti realtà musicali romani e forse la più famosa sala da concerti dell’underground (ma non solo) italiano venga considerata così dai tutori dell’ordine pubblico. È preoccupante che Questore e Prefetto considerino il Dal Verme un ricettacolo di criminali, quando in realtà si tratta di normali cittadini che apprezzano la buona musica. Ma non è tutto qui, la Questura ha anche contestato all’associazione che gestisce il Dal Verme la violazione dell’art. 659 del codice penale per avere esercitato abusivamente in assenza di agibilità e licenze il pubblico spettacolo. Accusa che appare ancora più assurda se teniamo conto del fatto che al Dal Verme la Polizia è quasi “di casa” dal momento che a causa delle rimostranze dei vicini del Circolo gli agenti sono costretti ad intervenire un giorno sì e uno no. Stiamo parlando di centinaia di interventi delle Forze dell’Ordine dai quali non era mai emersa – fino a venerdì – alcuna irregolarità. E del resto, lo sa chi vive in città e frequenta i locali che resistono all’interno dei centri urbani, le denunce alla polizia per i motivi più disparati che in genere sono sempre gli stessi tre: “rumori molesti, odori molesti, gente molesta” da parte dei residenti non significa che il Dal Verme e i suoi frequentatori siano dei pericolosi criminali.

You want it all but you can’t have it

Ha voluto ribadirlo proprio Bill Gould che nella sua lettera al Questore di Roma ha parlato del Dal Verme come di una rinomata venue nota in tutto il mondo per la qualità della sua proposta musicale e artistica soprattutto in virtù della capacità di promuovere musicisti della scena indipendente che spesso in Italia è difficile ascoltare altrove. A riprova del fatto che il Dal Verme non è solo “un bel localino”  c’è anche questo pezzo di The Wire dove il Dal Verme viene definito lo snodo della controcultura musicale di Roma Est e gli viene tributato il merito di essere stato il luogo dove è nato e ha prosperato il movimento della “psichedelia occulta” italiana. Che ai profani potrebbe far pensare a qualcosa di vagamente satanico ma che invece è la scena musicale italiana degnamente rappresentata all’estero da gente come i Father Murphy, i Mamuthones o gli Heroin in Thaiti (giusto per citarne alcuni). Gruppi che forse sono più famosi fuori dal nostro Paese che in Italia, e uno dei motivi è che non ci sono abbastanza Dal Verme. E non è un caso che per mostrare il suo supporto al Circolo Arci romano l’etichetta indipendente Boring Machines abbia deciso di mettere in vendita tutto il suo catalogo digitale al prezzo simbolico di un euro ad album devolvendo il ricavato al circolo del Pigneto. Chi volesse sostenere la battaglia del Dal Verme può farlo anche facendo una donazione direttamente sul conto del Dal Verme oppure scrivendo una mail al Commissario preffettizio per Roma Capitale Francesco Paolo Tronca, all’assessore alla Cultura Nunzia Castello o al presidente del V Municipio Giammarco Palmieri.