Economia

Micaela Quintavalle: tutta la storia della sindacalista “reintegrata” dal M5S in ATAC

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Ieri abbiamo parlato dell’incredibile storia raccontata da Repubblica Roma a proposito di Micaela Quintavalle, autista ATAC e sindacalista di Cambia-Menti sospesa dall’azienda per aver partecipato a un servizio televisivo sui flambus che è stata invitata in Campidoglio dal presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito e da Gianluca Londei, collaboratore dell’assessora ai trasporti Linda Meleo: i due, secondo il racconto del quotidiano, hanno invitato la Quintavalle per parlare della sua sospensione e, incredibilmente, per dettarle le regole per il suo reintegro.

Micaela Quintavalle e il M5S che decide in ATAC

Secondo il racconto del quotidiano a Quintavalle sono state poste tre richieste: una lettera di scuse per le sue denunce sulle condizioni di lavoro in Atac, quelle stesse denunce che avevano portato alla sua sospensione; la richiesta di due mesi di aspettativa non retribuita; l’accettazione ad abbandonare il ruolo di autista per diventare operatrice di stazione o verificatrice. Ora, è evidente a chiunque che se davvero il presidente dell’Assemblea Capitolina ha deciso di fare per mestiere il mediatore tra ATAC e i suoi dipendenti, basta dirlo (e dimettersi). Del resto era stata la stessa Quintavalle a indicare di votare e far votare proprio De Vito alle elezioni vinte dal M5S nel 2016. Fatto sta che la stessa autista e sindacalista ieri ha confermato il contenuto dell’incontro avuto con De Vito e Londei su Facebook, aggiungendo che stava per accettare prima di farsi convincere da suo padre (autoferrotranviere in pensione) e dal suo avvocato a dire di no.

micaela quintavalle

Non solo. La stessa sindacalista ha scritto che qualcuno le ha fatto sapere dopo la pubblicazione del pezzo che “se non si può salvare il salvabile è per colpa dell’articolo”. Ovvero, che se non troverà un accordo per rientrare in ATAC dopo tutto quello che è accaduto è per colpa delle notizie su De Vito e Londei. Il che sarebbe incredibile, se non altro perché ATAC è un serbatoio di voti impressionate da cui il M5S ha attinto a piene mani.

Le ingerenze del M5S in ATAC e i rapporti con i sindacati

Prima delle elezioni il MoVimento 5 Stelle ha a lungo corteggiato i sindacati ATAC. Quando la Quintavalle uscì allo scoperto per invitare a votare Marcello De Vito e Virginia Raggi più di qualcuno trovo la cosa abbastanza singolare. In fondo la Quintavalle era tra i dipendenti ATAC che a suon di scioperi selvaggi avevano contribuito ad indebolire la posizione di Ignazio Marino (che poi però è stato mandato a casa dal PD).
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Il risultato è stato che – secondo alcune fonti interne all’azienda – il 70% dei dipendenti aveva votato M5S alle amminsitrative. Dopo le elezioni invece il Comune si è impegnato ad interferire nella gestione dell’azienda. Provocando l’ira del DG nominato dal Commissario Tronca, Marco Rettighieri che in una lettera denunciò le ingerenze dell’Amministrazione Comunale nella nomina del personale. ATAC e Roma TPL sono stati due dei punti cardine della campagna elettorale del M5S, e qualcosa andava pur fatto. E quello che è stato fatto è stato concedere ai dipendenti della municipalizzata (ma anche a quelli di AMA) di fare come volevano. Ovvero lavorare di meno, guidare meno ore e premi “di produzione” in denaro ai dirigenti. Alla fine del 2016 infatti l’amministratore unico di ATAC Manuel Fantasia ha firmato un accordo con i sindacati RSU il 20 dicembre la cui caratteristica principale è l‘annullamento delle condizioni lavorative firmate un anno e mezzo prima e la diminuzione del monte ore di lavoro. Cancellando di fatto gli accordi firmati nel 2015 che prevedevano  la scomparsa dei benefit e l’aumento del monte ore da 736 a 950, oltre all’introduzione del badge e del timbro all’uscita e alla comparsa del parametro della produttività nel salario.

Lo sciopero di venerdì e il disastro percepito di ATAC

E mentre il M5S si dedica alla scelta delle mansioni e al reintegro del personale quando l’azienda è in fase di concordato preventivo, il sindacato Cambia-Menti annuncia uno sciopero per venerdì (4 ore) insieme all’UGL (24 ore): è giusto ricordare che il MoVimento 5 Stelle presentò una mozione in Aula Capitolina per far riconoscere da ATAC il sindacato di Quintavalle. E lei stessa scrive su Facebook che ATAC non le perdona che la procura sia entrata nelle officine per indagare sugli autobus che vanno a fuoco, oltre a ricordare di essere riuscita a entrare in azienda grazie alla tessera della CISL.

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Fonte: Facebook

Una situazione paradossale che si incastra benissimo nel disastro percepito dei trasporti a Roma che il MoVimento 5 Stelle in due anni di governo è riuscito nell’impresa di peggiorare, anche se l’assessora Meleo in tv ha il coraggio di sostenere che il servizio di ATAC stia addirittura migliorando.

Nessuno, però, si è ancora peritato di smentire il racconto di quanto accaduto secondo la versione di Quintavalle. Chissà perché.

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