Cultura e scienze

Alberto Angela e la vittoria su Maria De Filippi

alberto angela urss deportazione ebrei partito comunista - 2

Alberto Angela torna questa sera su Rai Uno con il suo Ulis se, forte del risultato di ascolti della settimana scorsa, quando ha battuto niente meno che la signora del sabato, Maria De Filippi, con tre milioni e 600 mila spettatori contro i tre milioni e basta. Il Fatto Quotidiano oggi intervista il figlio di Piero:

Angela, dica la verità: ha festeggiato?
Non facciamo questi programmi per il risultato, il nostro successo è già andare in onda in prima serata. Dall’altra parte ci sono gruppi di altissima professionalità, leader del sabato sera. I dati, certo, vanno considerati, ma per me quello che conta è far arrivare la divulgazione scientifica a più persone possibile: sono loro il mio interlocutore. Ed è un risultato che si misura negli anni, non nelle singole puntate. I dirigenti Rai hanno avuto grande coraggio e l’affezione del pubblico dimostra che abbiamo avuto ragione. Siamo l’unico Paese al mondo che ha lanciato e vinto questa sfida.

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Alla faccia di chi sostiene che con la cultura non si mangia.
È la mente che mangia. Si crea una cultura della cultura. E l’Italia in questo è speciale: ci nutriamo di cultura in ogni cosa che facciamo, dalla ricetta nel piatto alla piazza in cui incontriamo gli amici al parente che ti racconta la storia di un luogo. La cultura è come l’aria: la respiriamo tutti, ricchi e poveri. Basta aprire la finestra.

Però c’è modo e modo di portare la cultura in tv.
I programmi devi farli bene, scendendo dal piedistallo, con la convinzione che la cultura è di tutti. Ottieni i risultati soltanto se c’è qualcuno dall’altra parte. Ho una grande squadra di lavoro (autori, collaboratori, il regista), ma il successo si deve alle persone che ci seguono. La tv è uno specchio: diamo cibo a chi ha fame.

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