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Celentano attacca Telese per come tratta i no vax e lui gli risponde: “Babbione”

Polemica a distanza tra Adriano Celentano e Luca Telese: il cantante ha definito il giornalista “un tipo grassottello coi baffi non sempre tagliati bene” e ha criticato il suo modo di trattare i no vax in tv. La risposta del cronista: “Simpatico babbione”

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Ad accendere la miccia era stato Adriano Celentano con un post sulla sua pagina Facebook “L’inesistente”, in cui inveiva contro conduttori del talk show che andrebbero “licenziati in tronco” perché sarebbero responsabili dell’invasione di odio, diffuso nei programmi tv da alcuni ospiti, detti anche “interruttori“, ossia “essere umani pronti a distribuire la loro rabbia molto spesso con la bava alla bocca“. Tra questi anche “un tipo grassottello coi baffi non sempre tagliati bene”. Senza nominarlo, è chiaro che nel mirino del cantante è finito Luca Telese, giornalista de La Verità che più volte si è scagliato contro i no vax dai salotti televisivi, spesso ospite a Otto e mezzo su La7.

La polemica a distanza tra Celentano e Telese

Anche Maurizio Costanzo si era sentito chiamato in causa, ma Celentano ha specificato con un post che non si stava riferendo a lui. A sua volta, Telese ha risposto – questa volta con nome e cognome – agli attacchi. Sul suo profilo twitter ha scritto: “Sono lieto di aver fatto arrabbiare Adriano Celentano per le mie idee sul Covid. Lui è un simpatico babbione, ricco e malvissuto che difende no vax e irresponsabili. Io preferisco anziani, persone normali e fragili che nell’interesse di tutti si vaccinano per fermare la pandemia”.

Ad aver suscitato la reazione di Telese senza dubbio il passaggio di Celentano in cui lo definisce “il capostipite di questi distributori di odio, di cui non voglio fare il nome altrimenti non viene radiato. “Individui chiamati apposta – prosegue il cantante – per parlare sopra a chi con pacatezza dice cose sensate, ma i veri responsabili di questo grave innesto che sta mettendo a dura prova la pazienza degli italiani, sono i conduttori. Andrebbero licenziati tutti in tronco, sia maschi che femmine. Non ci vuole tanto a capire che sono loro i maggiori responsabili di tutto questo odio che invade le strade. Poveri ignoranti”.

Lo scambio tra i due riaccende il dilemma che da inizio pandemia fa interrogare i telespettatori e gli osservatori della tv, quello sull’opportunità di invitare o meno i no vax nelle trasmissioni divulgative e legittimare di fatto le loro posizioni nocive e antiscientifiche.