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“A maggio possiamo tornare in giallo”: la Speranza del ministro

Ieri a Che tempo che fa Roberto Speranza è stato chiaro: non bisogna avere fretta, non bisogna bruciare le tappe. Oggi su Repubblica il ministro però aggiunge a maggio “ci possono essere le condizioni per misure meno restrittive”

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Ieri a Che tempo che fa Roberto Speranza è stato chiaro: non bisogna avere fretta, non bisogna bruciare le tappe. Oggi su Repubblica il ministro però aggiunge a maggio “ci possono essere le condizioni per misure meno restrittive”

“A maggio possiamo tornare in giallo”: la Speranza del ministro

“Sono tre settimane che l’Rt, famoso indice del contagio, ha un segno meno ma oltre a questa leva fondamentale, c’è anche quella della vaccinazione che è la vera chiave per provare ad uscirne. Penso che abbiamo bisogno di molta gradualità, di molta attenzione e di non bruciare le tappe, perché bruciarle potrebbe significare vanificare il buon lavoro che abbiamo fatto e anche i sacrifici delle persone”, spiegava ieri sera il ministro della Salute Roberto Speranza, ospite a ‘Che tempo che fa’ su Rai3. “Ogni chiusura comporta sacrifici sul piano personale e io sono consapevole della difficoltà di tante attività commerciali, economiche, di tante famiglie che vivono il disagio. Possiamo provare ora gradualmente, con molta accortezza e prudenza, a capire come gestire una fase in cui le misure producono gli effetti e la vaccinazione sale. All’incrocio tra questi due elementi con grande attenzione possiamo programmare settimane in cui mi auguro ci possano essere meno limitazioni. Ma dobbiamo farlo con grande cautela, perché bruciare le tappe può produrre degli effetti. La vicenda della Sardegna dimostra esattamente questo. La variante inglese è molto veloce”. Ma oggi spiega anche a Repubblica:

Ad aprile non si apre, dunque. Ma a maggio si può tornare alle zone gialle? Draghi dice che siamo prossimi a riaprire.
«Guardi che in realtà abbiamo già invertito la tendenza. Da oggi 30 milioni di persone passeranno dal rosso all’arancione. Un processo inverso rispetto a marzo. A maggio, a seconda dei parametri del contagio e della capacità di vaccinare i fragili – un nuovo fondamentale criterio che abbiamo fissato – ci possono essere le condizioni per misure meno restrittive come quelle della zona gialla. Però voglio essere chiaro».

Dica.
«Dobbiamo avere grande cautela e prudenza. Continuare con un percorso di gradualità, l’unico che ci consente di governare la curva e non vanificare i sacrifici fatti. Così potremo rilasciare progressivamente le misure restrittive»

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Cosa significa? Speranza immagina  un’estate “migliore dai mesi che stiamo vivendo”. Una stagione durante la quale finalmente “ci potremo consentire molte più libertà” spiegando però che non si tratterà di “un liberi tutti”. E proprio sugli attacchi che in queste settimane gli sono stati rivolti da Salvini il ministro ricorda che “tutti sanno che le scelte fatte dal governo sono sempre passate dal cdm e approvate all’unanimità” e aggiunge: “Su Salvini dico solo che trovo incomprensibile l’atteggiamento di chi sta al governo e si comporta come se fosse all’opposizione, con l’obiettivo mal celato di raccattare qualche voto sulle difficoltà vere di tante persone”. Ieri Speranza ha difeso con forza la decisione di riaprire le scuole: “Ci sono 13 milioni di somministrazioni di vaccino che sono state fatte e da tre settimane vediamo una curva che finalmente, grazie alle misure che abbiamo adottato nel mese di marzo, ha iniziato a dare primo segno di piegatura. Con grande franchezza siamo consapevoli che c’è un elemento di rischio con l’aumento dei movimenti” in relazione al ritorno degli studenti in presenza a scuola, “ma il Governo ha fatto una scelta che io difendo con forza. Grazie alle misure adottate nel mese di marzo e nelle prime due settimane di aprile, abbiamo accumulato un piccolissimo tesoretto e possiamo permetterci di dare una segnale ad una leva essenziale della nostra società. Abbiamo scelto di investirlo sulla scuola, architrave essenziale della società italiana”, sottolineando “Siamo fiduciosi di poter arrivare alla fine dell’anno scolastico, per poi accelerare ancora con le vaccinazioni e riprendere a settembre con ancora più sicurezza”. Oggi sui vaccini aggiunge un chiarimento: per Pfizer e Moderna il richiamo si potrà fare a 42 giorni, anche se spiega ” la vera svolta è avere più vaccini: avere 50 milioni permetterà la vera accelerazione”. Annuncia inoltre la possibilità tra qualche settimana per gli over 60 di presentarsi davanti agli hub vaccinali per farsi immunizzare con AstraZeneca senza prenotazione, con le dosi eccedenti della giornata. Per il ministro “gli over 80” saranno vaccinati “entro aprile” e a suo avviso “entro il trimestre  si possono mettere in sicurezza tutti gli over 60, che sono altri 18 milioni circa”.