Tecnologia

Il convegno sui “pericoli” del 5G alla Camera (con la 5 Stelle Sara Cunial)

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Martedì 26 Febbraio 2019 alle ore 13:00 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati si terrà la conferenza stampa dell’alleanza italiana Stop 5G per rinnovare la richiesta di una moratoria per la tecnologia 5G – quella per le reti mobili di quinta generazione – che secondo un variegato movimento d’opinione presenterebbe dei pericoli per la salute dell’ambiente e della popolazione. All’incontro parteciperà una delegazione di Camera e Senato come la deputata Sara Cunial (M5S) e i senatori Andrea de Bertoldi (Fratelli d’Italia) e William de Vecchis (Lega).

Qual è il problema della tecnologia 5G?

Quello del 5G è un “problema” oggetto di numerose polemiche (e complotti). Qualche tempo fa la rivista Terranuova (che sostiene la libertà di scelta e il cui direttore sarà tra gli ospiti del convegno) aveva lanciato un appello dal titolo «Aiutaci a fermare lo tsunami elettromagnetico» attraverso la pubblicazione di un’inserzione a pagamento sul Fatto Quotidiano dove si chiedeva al governo Conte di fermare l’avanzata della tecnologia 5G. L’attuale governo ha però già destinato circa 90 milioni di euro alla sperimentazione sul 5G.

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Un rassicurante messaggio totalmente privo di validità scientifica

L’assunto di partenza di chi chiede una moratoria sul 5G è che la IARC, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS, ha inserito i campi elettromagnetici nella categoria 2B, quella dei possibili carginogeni per l’uomo. Nella stessa lista ci sono altre 284 sostanze tra cui ad esempio l’Aloe Vera. È bene ricordare che la IARC ha cinque classificazioni: nel gruppo 1 ci sono le sostanze che sono sicuramente carcinogene, nel gruppo 2A quelle probabilmente carcinogene, nel gruppo 3 quelle non classificabili al momento come carcinogene nel gruppo 4 quelle probabilmente non carcinogene.

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C’è poi chi sostiene che il 5G interferisca «con le vibrazioni naturali (dalla risonanza Schumann alle onde encefaliche degli esseri viventi), destabilizzando tutto: DNA, bioritmi, ciclo vegetativo delle piante, fenomeni atmosferici, equilibri naturali…». Insomma una vera tragedia per l’intero Pianeta. Complottismi e disinformazione scientifica vanno di pari passo. Tant’è che uno dei relatori della conferenza, il giornalista Maurizio Martucci, sul suo profilo condivide immagini come quella qui sopra che collega le ondate di calore estive al 5G e alla temutissima tecnologia HAARP (sì, quella che secondo alcuni sarebbe in grado di “generare artificialmente” terremoti devastanti).

Le indagini di Sara Cunial sul 5G

Sara Cunial, deputata veneta del MoVimento 5 Stelle famosa per le sue posizioni su vaccinazioni obbligatorie e Xylella, che nel settembre scorso aveva presentato alla Camera un’interrogazione al Ministro della Salute Giulia Grillo e al Ministro dell’Ambiente Costa per chiedere «quali iniziative i Ministri interrogati intendano assumere per evitare che l’esposizione superi i nuovi standard di esposizione massima totale dell’Unione europea su tutti i campi elettromagnetici per proteggere i cittadini, in particolare i neonati, i bambini e le donne in gravidanza» in relazione all’avvento della tecnologia 5G che qualcuno vorrebbe fermare. Va però precisato che l’OMS ha già stabilito i limiti di esposizione e il tasso di assorbimento specifico (SAR) di un corpo esposto all’azione di campo elettromagnetico a radiofrequenza. Ad oggi però non ci sono sufficienti prove scientifiche per dimostrare che effettivamente le radiofrequenze usate dalle reti della telefonia mobile siano pericolose per l’uomo.

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Nonostante la risposta del sottosegretario al Ministero dell’Ambiente che ha ricordato come «il rischio di eventuali effetti sanitari a lungo termine associato all’esposizione ai campi elettromagnetici e alle radiofrequenze, inclusi i telefoni cellulari, rivesta, allo stato dell’arte, un carattere del tutto ipotetico e non di certezza» l’onorevole Cunial ha deciso di andare a fondo nella questione che definiscescientificamente controversa” sostenendo ad esempio che l’OMS avrebbe l’intenzione di «rivalutare la riclassificazione nella Classe 1, ovvero dei cancerogeni certi». Cosa che non è vera. Chissà cosa dirà alla Camera la settimana prossima.

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Il riscaldamento globale? Colpa del 5G ovviamente

Gli studi su cui si fondano i proclami allarmistici in relazione al 5G sono due e sono stati condotti su cavie da laboratorio (topi). Il più recente è quello condotto dall’Istituto Ramazzini di Bologna su oltre duemila topi che sono stati esposti alle radiazioni per 19 ore al giorno. In un’intervista a Il Salvagente la dottoressa Fiorella Belpoggi (che ha diretto l’area di ricerca e che parteciperà alla conferenza) spiegava che l’obiettivo non è quello di arrivare ad una messa al bando della tecnologia ma di chiedere all’industria di individuare dei metodi (la dottoressa parla dell’uso degli auricolaricome sistema per evitare un’eccessiva esposizione) per salvaguardare la salute. Insomma se l’alleanza Stop 5G chiede la messa al bando della tecnologia la scienziata che ha condotto lo studio invece prende atto che «la messa al bando è qualcosa di impossibile, vista l’importanza della tecnologia e la sua diffusione capillare».

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