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40 medaglie, emozioni, vittorie e addii: l'Olimpiade da record dell'Italia

@Massimiliano Cassano|

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Non è stata l’Olimpiade in cui l’Italia ha vinto più ori in assoluto, né quella con il miglior piazzamento nel medagliere, eppure quella appena conclusa a Tokyo lascia il sapore di una delle edizioni più gloriose per i colori azzurri. Con 40 medaglie, di cui 10 ori, 10 argenti e 20 bronzi, il tricolore campeggia al decimo posto tra le nazionali che più hanno brillato in questa rassegna a cinque cerchi del 2021. I migliori piazzamenti in questo senso erano arrivati a Los Angeles nel 1932 (secondi) e a Roma nel 1960 (terzi), mentre sempre a Los Angeles, ma nel 1984, era arrivato il record di ori, 14. Quest’anno siamo saliti sul gradino più alto del podio due volte in più che nelle scorse tre edizioni (8 ori a Pechino 2008, Londra 2012 e Rio 2016), eguagliando Atene 2004, comunque al di sotto dei 13 primi posti a Sydney 2000 e Atlanta 1996.

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Ma un’Olimpiade non è solo numeri. È emozioni, storie, record. E allora questa spedizione di Tokyo passa in primo piano se si pensa ad esempio a quei dieci minuti in cui due ragazzi straordinari, Gianmarco Tamberi e Marcell Jacobs, hanno portato l’atletica azzurra a livelli mai raggiunti prima, riuscendo a vincere nel salto in alto e nei cento metri sulla stessa pista, uno dopo l’altro, suggellando il trionfo con un abbraccio storico. Il punto più alto e spettacolare non deve però offuscare le imprese degli altri atleti italiani in missione a Tokyo: la 4×100 che sprinta più veloce di tutti, con la madre di uno dei velocisti, Fausto Desalu, che non può collegarsi con la Rai perché impegnata nel suo lavoro di badante a ricordarci di quanto l’Italia sia meravigliosamente varia eppure così unita. E ancora, Gregorio Paltrinieri che a un mese dalla mononucleosi strappa un argento nella 800 metri stile libero e il bronzo nella 10km in acque libere. È stata anche l’Olimpiade, l’ultima, di Federica Pellegrini, arrivata in finale per cinque edizioni consecutive: ventun’anni a combattere per una medaglia, e pazienza se questa volta non è arrivata, è la sua incredibile carriera a meritare un oro.

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Pazienza anche per la scherma, uno degli sport in cui l’Italia ha sempre vinto molto: l’addio di Aldo Montano, altro pilastro italiano, si chiude con una medaglia d’argento a squadre, che poteva essere un oro ma va bene così. Fallimentare, purtroppo, la spedizione degli sport di squadra: pallavolo, pallanuoto ci vedono eliminati prematuramente, nella pallacanestro si è fatto il massimo contro un avversario più forte. Ma è stata l’occasione per riscoprire altri sport meno conosciuti e che hanno portato medaglie preziose: gli ori nel ciclismo indoor, nella vela, nel taekwondo, il meraviglioso argento dell’eterna Vanessa Ferrari nel corpo libero. Non ce ne vogliano gli atleti non citati, quelli che hanno portato a casa una medaglia e quelli che – pur impegnandosi al massimo – non ci sono riusciti. Siete tantissimi, e fate parte di una meravigliosa onda azzurra che ha sommerso e stupito Tokyo, nella speranza che a Parigi, tra tre anni, siate ancora di più.