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Salvini al Senato è un disco rotto ma con stile

salvini senato

“Non la invidio, presidente Conte-Monti”: Matteo Salvini comincia così il suo intervento prima di chiamare in causa Matteo Renzi e il suo giudizio sull’attuale presidente del Consiglio “imbarazzante“. Poi attacca la solita litania sulla poltrona in meno e sulla dignità in più: “La dignità non consiste nel possedere onori ma nella coscienza di meritarli”, continua citando Aristotele mentre legge il suo discorso scritto, esattamente come aveva richiamato Conte a non fare. “Le lascio la sua poltrona, mi tengo il mio affetto di milioni di italiani”, dice.

Salvini al Senato

E ancora: “L’unica paura è quella di tornare al voto ed essere lasciati a casa dagli italiani a fare un lavoro. E’ brutto convivere con questa paura ma noi all’odio rispondiamo con il sorriso. Potete scappare per qualche settimana, ma ci sono anche elezioni regionali alle porte, in Umbria, in Emilia Romagna, in Calabria… A meno che non vi inventiate qualcosa, in queste regioni la liberazione dal Partito Democratico potrà diventare realtà in pochi mesi“. Salvini torna a non citare il MoVimento 5 Stelle nel suo intervento, come faceva fino a qualche tempo fa. Dice che a breve ci sarà un incontro di maggioranza sulla legge elettorale “ma noi raccoglieremo le firme affinché governi chi prende un voto in più”, il che è in effetti il meccanismo del proporzionale che vuole introdurre anche la maggioranza.

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Cita Bibbiano e la seconda richiesta d’arresto per Carletti, parla di una liberalizzazione della cocaina che nessuno in parlamento ha proposto, se la prende con Conte perché Rixi e Siri sono stati allontanati dal governo prima del giudizio del tribunale, ma questo faceva parte del contratto firmato dalla Lega con il M5S. Aggiunge che la Lega non l’ha mai attaccato per Guido Alpa, ma non si capisce perché la Lega avrebbe dovuto attaccarlo per questo. Dice che non bisogna festeggiare per Paolo Gentiloni diventato commissario europeo e lo chiama “controllato” perché Dombrovskis sarà il nuovo vicepresidente con delega agli affari economici.

Il canto d’un Salvini errante d’Asia…ma con stile

Salvini dice che il pubblico deve collaborare con il privato: “Se qualcuno continua a legiferare in cagnesco… aspettiamo da un anno la riforma del codice degli appalti, Conte”, aggiunge, perché “stiamo già lavorando al programma del prossimo governo…ma con stile”. Poi vuole confessare una cosa: “Sono a disposizione del nuovo ministro dell’Interno”, anche se non è andato alla consegna. E ancora:  “Speriamo di non andare verso una Repubblica giudiziaria: di permettere ai sindaci di fare i sindaci, agli imprenditori gli imprenditori”. Dice di augurarsi che non si cancellino i decreti sicurezza, sostiene di volere “un’Italia a testa alta in Europa”, ricorda “l’uomo che sussurrava alla Merkel” del video in cui Conte parlava con la cancelliera. “Noi ci siamo. Faremo opposizione nelle piazze e in questo parlamento, anche se qualcuno vorrebbe chiuderle…”, aggiunge l’estensore del decreto sicurezza.

Dice che il governo nasce senza l’appoggio popolare: “Legittimo formalmente ma abusivo sostanzialmente”. Si lamenta perché i senatori a vita come Elena Cattaneo e Liliana Segre voteranno la fiducia. Infine nomina il M5S: “Penso a chi era entrato in questo palazzo per fare la rivoluzione. Pensate di farla con il PD? Pensate che chi ha votato 5 Stelle lo ha fatto per avere la fiducia di Monti e Casini?”. Dice che ha sbagliato perché ha sottovalutato la fame di poltrone, mentre la presidente Casellati lo chiama “Senatore Casini” per chiedergli di concludere. “Divertitevi, buon divertimento. Noi torneremo a governare questo paese perché onore e dignità valgono più di mille poltrone”.

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