La macchina del funky

«Lo disprezzo, è una caricatura di ministro»

danilo toninelli roberto saviano

Roberto Saviano oggi invia una lettera al direttore del Fatto Quotidiano in cui fa a pezzi il responsabile delle Infrastrutture Danilo Toninelli, definendolo “un burattino nelle mani di Salvini” e “una caricatura di ministro” a cui va “tutto” il suo “disprezzo”. L’attacco è talmente virulento che la domanda sorge spontanea: ma Toninelli ha anche dei difetti?

Gentile direttore,
ho letto l’intervista rilasciata al vostro quotidiano dal ministro Danilo Toninelli, che ogni giorno di più mostra il suo vero volto di burattino nelle mani di Matteo Salvini. Non esiste più per questa politica degenerata alcuna differenza tra vita e morte, tra dignità e mancanza didiritti, tra legge e illegalità. Parlano delle prime e dei secondi come se tutto si equivalesse.

Tre questioni secondo me vanno chiarite:
1) L’orientamento del governo di delegare unicamente ai libici la gestione dei salvataggi in mare è folle e criminale, e non a caso si parla di recupero degli accordi stretti tra Berlusconi e Gheddafi: che bel cambiamento!
2) Il legame tra traffico di persone e Ong è da rigettare con forza (non c’è una sola prova di legame fra trafficanti e Ong), in special modo dopo il fallimento giudiziario delle elucubrazioni di Carmelo Zuccaro, ma a Toninelli e al suo burattinaio (Lei lo definisce non a torto “Cazzaro Verde”) fa comodo fare disinformazione e continuare ad alimentare falsi sospetti verso chi salva vite e in più è testimone degli esiti criminali degli accordi tra Italia e Libia
3) (e rispondo su ciò per cui mi si chiama in causa) le Ong hanno più volte effettuato salvataggi in quell’area in passato, anche con il coordinamento del Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Roma, visto che i libici non erano in grado di farlo e non lo sono neanche adesso.

Queste le informazioni che ho riportato per mostrare quanto il ministro ignori colpevolmente la storia recente dei salvataggi in mare e le dinamiche che l’hanno governata. Mi rendo conto di quanto sia inutile chiedere a Toninelli di studiare, poiché l’obiettivo suo, e del suo compare, è mantenere un potere nella maniera più becera possibile, creando paura e armando disperati contro altri disperati. Per questo non posso che concludere manifestando il più profondo disprezzo, umano e politico, per questa caricatura di ministro.

danilo toninelli

In effetti anche l’episodio di ieri che ha visto Toninelli appoggiare Salvini sull’approdo a Messina della nave militare irlandese Samuel Beckett nell’ambito della missione Eunavformed mentre la ministra della Difesa Elisabetta Trenta ha attaccato “chi cerca i titoli dei giornali” ha dimostrato una particolare concentrazione da parte del responsabile delle Infrastrutture nei confronti delle esigenze politiche del ministro Salvini. Il braccio leghista dei 5 Stelle sui migranti ha raramente interferito nella questione di sua competenza, e quando lo ha fatto ha avuto una pericolosa tendenza a dire fregnacce. Nell’intervista del giorno prima rilasciata al Fatto Danilo Toninelli aveva apostrofato Roberto Saviano così:

Roberto Saviano accusa lei e il ministro dell’Interno per i cento annegati nel Mediterraneo di pochi giorni fa. “Non hanno permesso alle Ong di intervenire”, sostiene. Grave no?
Temo che Saviano abbia smesso di studiare. Quei due naufragi sono accaduti nelle acque della Libia, dove nessuno può intervenire, compresa l’Italia. Saviano dovrebbe tacere, questa è solo speculazione.

Ma l’emergenza migranti nei numeri non c’è.
Un milione di persone è pronto a partire dalla Libia. Ed è un problema epocale, da affrontare.

EDIT: “Le critiche di Saviano nei confronti di Toninelli sono ingiuste e gratuite”. Lo afferma Francesco D’Uva capogruppo del Movimento 5 Stelle Camera. “A Saviano ci permettiamo di ricordare che tutta l’azione politica di questo governo, così come il tentativo di dare una soluzione duratura e sostenibile al fenomeno dell’immigrazione, è ispirata da senso di responsabilità e rispetto delle leggi. Per questo motivo lavoriamo affinché un paese tradizionalmente nostro amico, come la Libia, possa raggiungere nel più breve tempo possibile standard di piena autosufficienza nella gestione legittima del suo territorio. A chi giova – domanda D’Uva – lasciare un buco nero nel cuore del Mediterraneo proprio sulla sponda settentrionale del Continente africano?”. “Riguardo al rispetto delle leggi da parte degli attori impegnati nelle operazioni di soccorso non ci esprimiamo, soprattutto alla luce di quanto è emerso in questi giorni circa la presunta violazione delle leggi del mare da parte di alcune Ong, sulla quale sarà fatta chiarezza nei luoghi opportuni. Speriamo quindi di continuare ad avere con Saviano un confronto franco, ma sempre di merito, mettendo da parte toni che non si addicono ad un costruttivo confronto pubblico”, conclude D’Uva.

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