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Perché il regolamento del M5S salva le bancarelle e Tredicine

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Il vento sta cambiando a Roma. Lo possono vedere tutti guardando da che parte sventolano le mutande appese dai mutandari sulle loro bancarelle. E già il fatto che continuino a sventolare la dice lunga. Ieri il Consiglio Comunale della Capitale ha iniziato i lavori per l’approvazione del nuovo regolamento per il commercio sulle aree pubbliche. Il Presidente della Commissione Commercio Andrea Coia ha strenuamente difeso il nuovo regolamento. Proprio lui, che quando era all’opposizione si era scagliato contro la vergogna dei “mutandari” promettendo che le cose sarebbero cambiate.

Il M5S inventa l’asse PD-Tredicine per difendere il regolamento

Ma le cose non stanno così, e il regolamento del Commercio è solo un favore ai soliti noti. Che come tutti sanno a Roma si chiamano Tredicine. La famiglia dei re del commercio ambulante che guida anche un paio di sindacati di categoria. Ma il MoVimento 5 Stelle romano – che governa la città da quasi un anno – non ci sta a passare per quello che sta con le lobby. Anche se si tratta della lobby degli ambulanti. Anche se a livello nazionale esponenti del M5S sono scesi in piazza per manifestare contro la direttiva Bolkestein proprio a fianco dei Tredicine. E così ieri in Aula Giulio Cesare mentre Coia presentava il regolamento i 5 Stelle hanno fatto finta di essere all’opposizione protestando contro il PD “che non vuole le regole”, chiedendo “più sanzioni” e per dire “no al monopolio”.

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Il M5S ieri durante la seduta ha protestato contro il PD facendo finta di essere all’opposizione

Tutte cose di cui in effetti ci sarebbe bisogno, ma che nel nuovo regolamento non ci sono. Non contenta la maggioranza ha fatto interrompere la seduta per convocare una conferenza stampa. Conferenza stampa durante la quale non è stato concesso di fare domande. Lo scopo infatti era quello di denunciare l’asse PD-Tredicine. Il tutto con tanto di hashtag #assePDTredicine pronto all’uso da diffondere su Twitter. Ad ogni modo il MoVimento ha i numeri per far approvare il regolamento, non ha bisogno di queste sceneggiate a me meno di non dover giustificare una posizione non troppo vicina alle istanze dei romani agli occhi dei propri elettori.
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Curiosamente poi alcuni bancarellari venuti ad assistere alla seduta hanno aggredito verbalmente la Presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi (PD). La Alfonsi è nota per le sue posizioni molto critiche sull’invasione di bancarelle natalizie in Piazza Navona. Bancarelle che guardacaso sono per la maggior parte riconducibili ai Tredicine che in Piazza Navona detengono sostanzialmente un monopolio. Bancarelle il cui ritorno è stato consentito l’anno scorso proprio dai 5 Stelle.

Cosa prevede il nuovo regolamento sul commercio ambulante

Durante la conferenza stampa Coia ha diffuso l’elenco di testate giornalistiche che hanno criticato il nuovo regolamento sul commercio ambulante. Secondo il nuovo regolamento i titolari delle concessioni potranno vendere merci diverse da quelle previste dall’autorizzazione. Inoltre potranno appendere prodotti alle pensiline. Un aspetto questo che è stato molto criticato da chi ritiene che le bancarelle con le merci appese – soprattutto magliette e biancheria intima deturpino la città trasformandola in un gigantesco suq. In effetti nelle altre capitali europee le bancarelle non sono ad ogni angolo di strada.
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Il regolamento prevede anche il via libera alla vendita di cibi e bevande tra i banchi dei mercati rionali fino alle 23.30. In pratica i mercati diventeranno dei luoghi di ritrovo per turisti, con buona pace dei residenti e dei cittadini romani. Non viene invece risolta la questione dell’anzianità che favorisce i soliti noti.
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Il nuovo regolamento prevede infatti un premio per l’anzianità su piazza (al massimo 100 punti su 250). Per Coia però questo significa che l’anzianità non è la componente fondamentale per l’assegnazione delle licenze. Anche la questione delle sanzioni per gli abusivi è una delle dolenti note del nuovo regolamento: invece che inasprirle vengono “ridotte”. Ieri il consigliere della Lista Marchini Alessandro Onorato ha detto in aula che con il nuovo regolamento “Un commerciante in sede fissa vede applicato il massimo della sanzione, un commerciante in area pubblica il minimo”. Andrea Coia invece su Facebook spiega che si tratta di sanzioni addizionali perché il Comune non può diminuirle.
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C’è da dire che il regolamento prevede la possibilità di pagamento in misura ridotta della sanzione con una successiva Delibera.

Il nuovo regolamento non diminuisce il numero delle bancarelle

Il regolamento pone un limite al numero di licenze (5 alimentari + 5 non alimentari) che una famiglia anagrafica può detenere. Ma è anche vero che questo limite è facilmente aggirabile – come è stato fino ad ora – grazie al ricorso ai prestanome. Un’inchiesta di Repubblica di qualche anno fa rivelava che nel 2012 dei 68 posti disponibili per i venditori ambulanti nel centro di Roma 42 erano di proprietà dei Tredicine. Il Tempo invece sostiene che delle 70 licenze del centro storico “almeno la metà sono riconducibili direttamente o indirettamente a Tredicine“.

Il Fatto Quotidiano faceva anche notare che attualmente il Comune ricava appena 1,5 milioni di euro l’anno dalle concessioni per oltre undicimila postazioni.  Troppo poco, senza dubbio, ma il problema forse è che le postazioni sono troppe. Andrea Coia su Facebook inoltre scarica la responsabilità sui Municipi e dice che con il nuovo regolamento saranno i Municipi a dover decidere se procedere alla sanatoria delle licenze “anomale”.