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La Giunta Raggi vuole abbattere i cinghiali che invadono Roma

cinghiali a roma

La Giunta Raggi approva una delibera con protocollo d’impresa tra Campidoglio, Regione Lazio e Città metropolitana “per la gestione del cinghiale (Sus Scrofa L.) nel territorio di Roma Capitale” che prevede l’abbattimento degli animali. Il che è quantomeno curioso per un’amministrazione che mirava a sterilizzare i topi ma non a ucciderli e che si faceva scrupoli anche per le zanzare.

La Giunta Raggi vuole abbattere i cinghiali che invadono Roma

A Roma quello dei cinghiali che invadono le strade è un problema sentito: una mappa degli avvistamenti pubblicata qualche tempo fa dal Messaggero spiegava che il quadrante più colpito è senza dubbio quello a nord e in particolare Tomba di Nerone, via Cassia, Olgiata, Giustiniana, Borgata Ottavia. Nel quadrante ovest gli avvistamenti riguardano via di Boccea, zona Monte Mario, via della Pineta Sacchetti e via Trionfale. Nel quadrante sud sono a rischio Spinaceto, Mostacciano, Decima, Casal Brunori, mentre nel Quadrante est, via della Bufalotta e via di Settebagni. Le aree più critiche sono anche quelle a ridosso dei grandi parchi come Parco dell’Insugherata, la Riserva Naturale di Monte Mario, Parco di Veio, la Riserva di Castelfusano, la Riserva della Marcigliana, la Riserva di Decima Malafede e la riserva di Castel Porziano.

mappa cinghiali roma
Gli avvistamenti dei cinghiali a Roma (Il Messaggero, 18 giugno 2019)

Per questo, spiega la Giunta nella deliberazione, il cinghiale è un “animale pericoloso per la salute e l’incolumità pubblica” e quindi l’amministrazione approva lo schema di protocollo d’intesa tra Regione Lazio, Città Metropolitana e Roma Capitale per la gestione del cinghiale nel territorio cittadino e il suo protocollo.

CINGHIALI ROMA 1

Il protocollo per l’abbattimento dei cinghiali

E cosa c’è scritto nel protocollo? Il protocollo spiega che la gestione del cinghiale prevede che si operi “nel rispetto degli animali quali esseri senzienti, riducendo al minimo lo stress e la sofferenza nelle operazioni di cattura e/o abbattimento”:

cattura abbattimento cinghiali

Ovvero, il Comune si impegna ad attivare una mail e un numero telefonico per per le segnalazioni dei cittadini, a “provvedere alla pulizia delle aree pubbliche di propria competenza, con particolare attenzione alle aree verdi” (ahahahahahaha) e infine a “provvedere al corretto smaltimento delle carcasse degli animali abbattuti o eutanasizzati nell’ambito degli interventi di rimozione dei cinghiali dal contesto urbano e periurbano”.

carcasse cinghiali

Insieme, il Comune si impegna anche a promuovere e sostenere “iniziative volte all’individuazione di metodi alternativi agli abbattimenti selettivi”, e chissà se saranno gli stessi che devono tenere pulite le aree verdi a promuoverle: nel qual caso, come si dice a Roma, stamo in una botte de féro. Vincenzo Bisbiglia sul Fatto Quotidiano aggiunge che Il “controllo diretto” e la “rimozione” degli esemplari verranno eseguiti dal servizio veterinario delle Asl competenti, attraverso le modalità previste dal protocollo Ispra, ovvero l’utilizzo di gabbie e trappole, con tele anestesia o, in “casi specifici” con la carabina, anche di notte:

Nei primi due casi, l’animale viene prima anestetizzato per poi procedere all’abbattimento o, come definito, “eutanasia”. In alcuni casi, e solo quando l’animale viene catturato attraverso comuni trappole, potrebbe essere conferito vivo per l’allevamento a scopo alimentare, in due aziende agricole, una di Viterbo e l’altra di Cerveteri. “Non si tratta di una caccia” e per questo gli abbattimenti potranno avvenire a qualunque ora.

Le segnalazioni sulla presenza dei cinghiali in città arriveranno al Comune di Roma direttamente dai cittadini, che potranno servirsi di un numero di telefono che sarà appositamente messo a disposizione dagli uffici capitolini; ulteriori accordi verranno presi anche con la Polizia Locale di Roma Capitale per la disposizione di servizi specifici. Nei piani anche la predisposizione di un’app per realizzare una “cartografia digitale” della presenza degli animali.

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