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Così il M5S se ne frega del giudice in Sicilia

giancarlo cancelleri luigi di maio

«Certo, rispettiamo sempre le decisioni dei giudici». Così lo sventurato Giancarlo Cancelleri rispose al Corriere della Sera il 14 settembre scorso  a chi gli chiedeva se il blog avrebbe pubblicato il provvedimento con cui il giudice sospendeva le Regionarie del M5S in seguito alla richiesta di Mauro Giulivi. In effetti l’ordinanza il blog l’ha pubblicata, anche se in modo abbastanza nascosto da fare sì che non se ne accorgesse quasi nessuno. Ma con l’annuncio del ricorso (tecnicamente, un reclamo) fatto oggi dal candidato governatore della Regione Siciliana non si può certo dire che il M5S stia rispettando la decisione del giudice.

Così il M5S se ne frega del giudice 

Perché il giudice ha disposto l’annullamento delle Regionarie del MoVimento 5 Stelle o, per essere ancora più precisi, “la sospensione dell’esecuzione delle determine del 4 luglio 2017 di individuazione dei “candidati più votati” alla “regionarie” siciliane limitatamente ai candidati alla Provincia di Palermo pubblicate sul sito internet del MoVimento 5 Stelle e quella del 9 luglio 2017 di individuazione del candidato alla presidenza della Regione siciliana”. Cancelleri e il MoVimento 5 Stelle hanno risposto picche. E con motivazioni quantomeno curiose. Il post con cui Cancelleri sul blog di Beppe Grillo spiega la nuova tattica dei pentastellati va letto infatti con attenzione:

I tempi per aspettare la fine del procedimento e per rinnovare le votazioni purtroppo non ci sono più. Inoltre anche il giudice nel decreto stabilisce che “nessuna statuizione può essere disposta nel presente giudizio” riguardo “all’an della celebrazione” e “alla modalità di svolgimento” delle regionarie, cioè se e come le dovremmo fare.
Alla prima udienza dell’8 agosto la causa poteva essere decisa immediatamente ma la difesa del ricorrente ha chiesto un rinvio che il Tribunale ha concesso al 29 agosto. In tale udienza, con un Giudice diverso, la causa è stata nuovamente rinviata al 6 settembre, quando è stata tenuta da un altro giudice ancora. Quest’ultima si è riservata ed ha sciolto la riserva il 12 settembre rinviando la causa al 18 settembre. Oggi siamo fuori tempo massimo.

m5s sicilia giancarlo cancelleri
Ora, è interessante andare a vedere cosa dice per intero la sentenza citata da Cancelleri sul blog. Ovvero il problema delle primarie e quello della raccolta firme: “Deve distinguersi l’eventuale incidenza temporale dell’atto prodromico alla consultazione elettorale rappresentato dalle primarie, dall’adempimento di cui all’art. 14 bis co. 5 L.R. 29/1951. Mentre il primo adempimento costituisce procedimento rimesso alle determinazioni dell’associazione sia quanto all’an della celebrazione, sia quanto alle modalità di svolgimento e per il quale nessuna statuizione può essere disposta nel presente giudizio, l’attività di raccolta delle firme necessarie per la presentazione delle liste (adempimento da compiersi entro il trentesimo giorno antecedente a quello previsto per la votazione), sulla base di quanto allegato dalle parti, non risulta ancora avviata, proprio in ragione dell’incertezza sui candidati da inserire nelle liste provinciali e regionali. Conseguentemente è certo che l’attività di raccolta delle firme necessarie per la presentazioni delle liste dovrà comunque compiersi (sia in caso di sospensione che di rigetto della domanda cautelare) nell’arco temporale che residua sino al termine ultimo fissato nella norma. Si tratta quindi di circostanza neutra nella comparazione degli opposti interessi”. La giudice Spiga spiega al M5S in quella frase che non è possibile dire che siccome c’è da fare la raccolta firme allora non è più possibile rifare le votazioni. E invece il M5S cosa dice? Spiega che il motivo è proprio la raccolta delle firme:

La scadenza per presentare il simbolo è questo sabato 23 settembre e dobbiamo inoltre raccogliere 3.600 firme per la presentazione della lista. Per questo motivo il MoVimento 5 Stelle sarà presente alle regionali siciliane del 5 novembre con il sottoscritto, Giancarlo Cancelleri, candidato alla Presidenza della Regione e con la lista, a me collegata, votata dagli iscritti il 4 luglio 2017.

Notate anche la furbizia comunicativa: da come è scritto, sembra che si debbano raccogliere le firme entro sabato 23 settembre. Quel giorno è il termine ultimo per la presentazione dei simboli: la raccolta firme si potrà avviare soltanto successivamente, per le liste c’è tempo fino al 5 ottobre. Già che c’è, Cancelleri dice che si devono raccogliere 3600 firme quando quello è il numero massimo di firme raccoglibili (quello minimo è del 40% più basso).

…e si mette nei guai da solo in Sicilia

Questo, unitariamente al fatto che ci vogliono al massimo 48 ore per ripetere le votazioni, fa comprendere quanto siano strumentali le motivazioni addotte dal M5S per spiegare perché sta di fatto disattendendo le due determinazioni del giudice. “Faremo ricorso”, dice Cancelleri, per far valere le ragioni del M5S. Ma in una situazione in cui la giudice precedente ha accolto totalmente le richieste della parte avversaria, pare davvero curioso per il MoVimento 5 Stelle pensare di avere ragione. Pare curioso anche dal punto di vista giuridico, se non altro perché i probiviri ieri hanno ritirato il provvedimento contro Cristina Grancio per un vizio di procedura. E la situazione della Grancio era abbastanza simile a quella di Giulivi dal punto di vista della contestazione disciplinare.
regionarie m5s sicilia 1
Ecco perché il ricorso non sembra esattamente il modo per avere ragione, quanto piuttosto quello di perdere il tempo necessario per arrivare alla presentazione della lista elettorale senza dover prima far votare il blog su Giulivi. «Un nuovo voto non mi fa certo paura», diceva Cancelleri al Corriere una settimana fa. Eppure il dato di fatto è che il M5S non vuole assolutamente ripetere quel voto. Preferisce perdere tempo, annunciare un ricorso che però non sospende giuridicamente gli effetti dell’ordinanza del tribunale di Palermo e di comportarsi come se il voto sospeso dal tribunale fosse invece perfettamente valido e non intaccato dalla decisione di nessun giudice. In pratica il M5S se ne frega di quello che dice il tribunale anche se questo potrebbe significare alla fine della vicenda Giulivi dover pagare un prezzo molto più alto rispetto a una chiusura bonaria della questione con il rinnovo delle votazioni. “Rispettiamo sempre le decisioni dei giudici”, diceva quello.