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L’incredibile sfortuna di Matteo Salvini in tre foto

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Matteo Salvini ci prova a far credere ai suoi elettori che la Lega sia un partito tutto nuovo. Un partito che non ha nulla a che fare con quello che ha fatto fallire una banca (pensate, era la sua), che per vent’anni se l’è presa con i terroni e il cui fondatore – e attuale Presidente – è stato condannato in primo grado assieme all’ex tesoriere del partito Francesco Belsito. Umberto Bossi è sotto processo a Genova per il reato di appropriazione indebita e truffa allo Stato nell’ambito del processo sulle irregolarità nell’uso dei fondi pubblici della Lega.

Giacinto Mariani: il vicesindaco della Lega Nord coinvolto nell’inchiesta sulla ‘ndrangheta in Brianza

Ma così come non si possono cancellare in un colpo solo vent’anni di storia politica e di ampolle d’acqua del Po’. Salvini potrà pure chiudere il giornale del Partito, far spegnere i ripetitori di Radio Padania o mettere in cassa integrazione 70 dipendenti della sede storica di Via Bellerio ma i problemi della Lega non si risolvono con un maquillage e cambiando un po’ l’immagine del partito. Ad esempio Salvini potrebbe pensare di risolvere i problemi giudiziari degli amministratori della Lega. Della Lega di oggi e non solo di quella di ieri. A cominciare ad esempio da Seregno dove ieri è stato arrestato il sindaco Edoardo Mazza finito agli arresti  domiciliari con l’accusa di corruzione a causa delle relazioni con Antonio Lugarà, imprenditore edile legato alla ‘ndrangheta.

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Edoardo Mazza con Matteo Salvini (e un simpatico striscione alle spalle)

Secondo gli inquirenti i favori di Lugarà sarebbero stati determinanti per consentire l’elezione di Mazza a sindaco di Seregno (Monza) nel 2015. Mazza, 38 anni, è iscritto a Forza Italia ed in precedenza è stato assessore all’Urbanistica di Giacinto Mariani sindaco a Seregno per Lega Nord fino al 2015 e attuale vicesindaco della cittadina lombarda. Dall’indagine sarebbe emerso – scrive il pm di Monza Salvatore Bellomo – “un totale asservimento del sindaco di Seregno nei confronti dell’imprenditore indagato” il quale avrebbe procurato a Mazza i voti necessari ad essere eletto in cambio dell’impegno da parte di Mazza a garantire gli interessi di Lugarà.
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Ieri sera Mariani ha lasciato l’incarico e si è dimesso dalla Lega Nord durante una riunione del partito ad Albiate alla quale era presente anche Matteo Salvini. Mariani ha detto che le dimissioni erano l’unica cosa che poteva fare e ha  spiegato che la Lega Nord è contro la ‘ndrangheta senza se e senza ma. Anche Mariani risulta attualmente indagato per abuso d’ufficio nella maxi inchiesta sulle infiltrazioni dell’Ndrangheta nel mondo della politica e dell’imprenditoria in Brianza. Nei prossimi giorni è attesa la decisione del gip del Tribunale di Monza, subordinata ad interrogatorio di garanzia, sull’interdizione dai pubblici uffici o servizi chiesta dalla Procura per Mariani. Nell’inchiesta, iniziata sette anni fa, è indagato anche l’ex vicepresidente di Regione Lombardia Mario Mantovani (Forza Italia).

Maurizio Agostini, il consigliere leghista  beccato con tre etti di cocaina in tasca

A febbraio era invece stato arrestato Maurizio Agostini, consigliere circoscrizionale leghista a Mattarello, è stato arrestato insieme a un cittadino albanese, Stefan Dushku, 38enne in Italia senza fissa dimora. La cocaina era “coperta” con il talco. La storia è raccontata da L’Adige e da Il Dolomiti. I due si trovavano su una Hyundai Atos e sono stati fermati al casello di Trento Sud. Vista l’agitazione dei due fermati i carabinieri hanno deciso di perquisire il mezzo e hanno trovato la cocaina, avvolta in involucri e ricoperta da talco mentolato per cercare di ingannare i cani antidroga.
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Agostini è stato successivamente espulso dalla Lega Nord. Proprio quel partito che quando uno straniero commette un reato inizia ad urlare – per bocca del suo Segretario – che gli immigrati sono tutti spacciatori e criminali. Chissà come mai la stessa cosa non vale anche per la Lega. Perché sicuramente nella Lega nord ci sono molte persone oneste e nessuno si sognerebbe di dire che tutti i leghisti sono dei ladri o dei mafiosi solo perché alcuni di loro vengono beccati con le mani nel sacco. Sarebbe divertente però.

Ciro Borriello, il sindaco arrestato per tangenti

Ad agosto era stato invece arrestato Ciro Borriello, sindaco di centrodestra di Torre del Greco. Uno dei pochi sindaci del Sud Italia ad aver manifestato simpatie “leghiste” nei mesi scorsi, quando aveva dichiarato che le frasi contro i napoletani e la secessione erano “solo folklore”, e aveva poi espresso contrarietà all’accoglienza dei trecento migranti in arrivo dal piano di riparto nazionale. In pieno stile leghista. “Creeranno solo numerosi problemi a Torre del Greco – sottolineava all’epoca al Fatto e poi aggiungeva – in Nigeria non c’è alcuna guerra civile, i migranti che arrivano lo fanno perché nel loro paese guadagnano 40 euro al mese e da noi invece basta restare pochi minuti fuori a un negozio per guadagnare la stessa cifra. Gli immigrati non ci portano di certo ricchezza, io credo che 35 euro al giorno sarebbero felici di averli anche i torresi. Devono restare a casa loro” concludeva.

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Ciro Borriello con Matteo Salvini (Foto da: Il Messaggero)

Borriello è stato arrestato con l’accusa di corruzione per aver pilotato alcuni appalti a favore della Fratelli Balsamo Srl una ditta che secondo gli inquirenti avrebbe “costituito mediante escamotages contabili, fondi neri di denaro contante, funzionali a ripagare lautamente gli atti contrari ai doveri di ufficio posti in essere dal primo cittadino”. In quell’occasione l’ufficio stampa della Lega  e il coordinatore campano di Noi con Salvini facevano sapere che “per la cronaca, nonostante le richieste per entrare in Noi Con Salvini – notizia verificabile attraverso i quadri locali del partito – questo signore non è mai entrato e non si è mai tesserato”.