Politica

Le esilaranti sfide nei collegi tra PD, Lega e M5S

maria elena boschi

Se le anticipazioni sono vere, ci sarà molto spettacolo alle prossime elezioni politiche. Repubblica pubblica oggi una serie di ipotesi di sfide nei collegi uninominali che potrebbero contribuire ad aggiungere pepe alla campagna elettorale, anche perché sono tutte sfide tra big: proprio per questo, a dire il vero, sembra davvero strano che tutti i politici che vengono citati decidano di sfidarsi in quei collegi viste le ripercussioni (mediatiche, visto che per ognuno ci sarà un paracadute nella lista proporzionale) che potrebbe avere il risultato. In ogni caso, Matteo Renzi dopo molti annunci e ripensamenti pare aver finalmente deciso di volersi candidare al Senato nel collegio Toscana 1, uno dei sei dati per sicuri nelle ormai ex regioni rosse. La parte divertente della vicenda è che Liberi e Uguali pensa di candidare contro Renzi la famosa “cugina” – in realtà una parente alla lontana – Elisa Simoni, che ha lasciato il PD qualche tempo fa. Ancora più divertente il caso del collegio uninominale di Nola, dove secondo il quotidiano potrebbero sfidarsi nientemeno che Luigi Di Maio e Mara Carfagna, regina delle preferenze in Campania e sicuramente dotata di appeal mediatico anche superiore a quello del candidato premier M5S.
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Non finisce qui. Anzi, possibilmente lo spettacolo aumenta nel duello che potrebbe vedere in scena Laura Boldrini e Paolo Gentiloni a Torino e Pietro Grasso, che oggi già parla dei governi dopo il voto, contro Maria Stella Gelmini in Lombardia. Tutto da godere anche lo scontro tra Teresa Bellanova, sottosegretaria al lavoro e renziana di ferro, contro Massimo D’Alema in Puglia (il collegio di Gallipoli, dove il Lìder Maximo ha la sua base elettorale da secoli) e Pierluigi Bersani contro Pierferdinando Casini a Bologna, come anticipato in altri tempi.
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Infine c’è lo spettacolo vero. Quello che promette Arezzo, dove Maria Elena Boschi potrebbe essere candidata con grandi rischi e pericoli a causa di Banca Etruria, anche perché potrebbe scontrarsi con uno dei più forti candidati della Lega, ovvero quel Claudio Borghi già eletto in Toscana e consigliere comunale a Como. Borghi, alfiere dell’uscita dall’euro, ha un grande seguito su Twitter e una popolarità indiscussa che va anche oltre il Carroccio: il rischio per MEB si farebbe ancora più alto. Per tutti i candidati sarà sicuramente pronto un paracadute nel proporzionale nella malaugurata ipotesi di una sconfitta. Ma per molti la mancata elezione all’uninominale potrebbe suonare come una campana a morto.