La macchina del funky

Pietro Grasso e il governo con PD e M5S

luigi di maio pietro grasso

In un’intervista alla Stampa oggi Pietro Grasso, presidente del Senato e candidato premier di Liberi e Uguali, detta i contorni dell’azione politica del suo raggruppamento e immagina su quali basi si possano costruire scenari futuri di coalizione con PD e M5S. In una delle risposte alle domande di Fabio Martini traccia i confini di LeU:

«Non condivido questa diversità tra sinistra-sinistra e sinistra di governo. L’etica della responsabilità? È un dovere dire sempre la verità ai cittadini. Noi non proporremo soluzioni irrealizzabili, ma alcune esigenze sociali sono irrinunciabili, anche perché le ricette neo-liberiste si sono dimostrate inefficaci. Per questo Paese serve un Piano di sostenibilità ambientale, la messa in sicurezza del territorio, a partire dalle scuole e un piano per il Welfare che ripensi a quanto è cambiata la vita di donne e uomini. Quindi non bonus bebè, ma un piano straordinario di asili e orari flessibili per i genitori. Riforme strutturali, non una tantum elettorali. Dare diritti a milioni di giovani nella morsa della precarietà. E proponiamo di fare come in Islanda, dove è stato deciso per legge l’obbligo della perfetta parità retributiva tra uomini e donne».

liberi e uguali
Liberi e Uguali: tutti quelli che andranno con Pietro Grasso (Corriere della Sera, 12 dicembre 2017)

Poi Grasso discute del dopo voto e delle possibili alleanze:

Per il dopo-voto lei se la sente di escludere a priori una vostra alleanza di governo con Cinque stelle e con un Pd de-renzizzato?
«Nelle alchimie di questi giorni ci sono troppe incognite, a cominciare dagli effetti di una legge elettorale unica al mondo e il mio non è un complimento. Guardare genericamente al futuro non appartiene al mio pragmatismo e dopo il voto voglio vedere forze in campo, numeri e soprattutto i programmi. Noi saremo una forza di governo responsabile, ferma sui contenuti. Contribuire eventualmente ad un’alleanza di governo deve essere il mezzo per produrre la forte inversione di rotta che auspichiamo e non certo una scorciatoia per ricavare qualche poltrona in più. Il governo come mezzo, non come fine»
Ma intanto la vostra campagna elettorale sarà per togliere più voti possibili a Pd e Cinque Stelle?
«Il nostro obiettivo è recuperare più voti possibili dagli elettori demotivati e non rappresentati del centrosinistra e poi cercare di riprendere quei voti di sinistra andati verso i Cinque Stelle per protesta, per indignazione, per mancanza di riferimenti elettorali progressisti. E anche, con la mia presenza, andare incontro a chi pensa che il cambiamento si ottiene attraverso le istituzioni e non aprendole, come una scatoletta di tonno!».