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Lo sgombero di piazza Indipendenza e l'assessora in vacanza

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Virginia Raggi e l’Amministrazione di Roma Capitale sui migranti hanno delle idee precise. Ma se non vi piacciono ne hanno altre. Ad esempio a volte la sindaca di Roma è per l’accoglienza zero, e in quelle occasioni il M5S scatena il fuoco di fila dei suoi contro “il business del PD”. Altrove invece, soprattutto se è in presenza della collega Ada Colau di Barcellona, veste i panni francescani e predica l’accoglienza per i nostri fratelli migranti. Per quanto riguarda lo sgombero dei rifugiati di palazzo Curtatone il Comune ha inaugurato la linea dell’assenza.

La politica dell’accoglienza di Roma Capitale si fa con gli sgomberi

La scandalosa vicenda dello sgombero di palazzo Curtatone e degli scontri in piazza Indipendenza non sono che l’ennesimo esempio della politica del M5S sulla pelle dei migranti. Anzi, dei rifugiati, visto che gli occupanti di palazzo Curtatone (per la maggior parte di origine eritrea) hanno tutte ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato politico. Si tratta quindi di persone che erano regolarmente presenti in Italia. Il Comune però sulla vicenda non ha mai saputo prendere una decisione chiara preferendo lasciar fare tutto alla Prefettura e rendendosi così corresponsabile dello scempio cui abbiamo assistito in questi giorni.

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Quando la Raggi chiamava “fratelli e sorelle” i rifugiati e parlava di Roma come una città accogliente che avrebbe saputo fare la sua parte (fonte: Twitter.com)

Il Comune è stato praticamente assente nella gestione del primo sgombero (quello da palazzo Curtatone) e del successivo (quello degli sgomberati fatti sloggiare con idranti e manganelli dalle aiuole di Piazza Indipendenza). L’Alto commissariato dell’ONU per i rifugiati ha deplorato la gestione della situazione e Medici Senza Frontiere, sul posto a prestare assistenza ai rifugiati, ha fatto notare come agli incontri in Prefettura non fossero stati invitati a partecipare i rappresentanti degli occupanti.


Ieri inoltre la prefettura non ha inviato nessuna ambulanza per trattare eventuali feriti che sono stati curati solo da MSF. Qualcuno vede nei fatti di questi giorni la replica dello sgombero del Baobab di via Cupa del settembre scorso. Sgombero dopo il quale il Comune aveva preso l’impegno di studiare il problema. Senza trovare, ad oggi, una soluzione.

L’assessora Baldassarre in vacanza durante gli sgomberi

Il 23 agosto l’assessora alle politiche sociali Laura Baldassarre scriveva su Facebook che i rifugiati avevano rifiutato l’offerta di una sistemazione temporanea per 80 persone (su 400) in due strutture della città. Il fatto è che proporre una sistemazione per sei mesi. Alcuni rifugiati andranno in un centro di prima accoglienza. Ovvero “beneficeranno” dello stesso tipo di trattamento generalmente garantito a chi è in attesa di identificazione: camerate e e precarietà.
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Non è certo il modo di risolvere il problema ma solo un sistema di prendere tempo, salvo poi doverlo affrontare ad inizio dell’anno prossimo. Senza contare che la soluzione per sistemare parte dei rifugiati è stata trovata dalla proprietà dello stabile di via Curtatone e non dalle istituzioni. Quando Baldassarre parla di “strutture della città” dimentica di dire che una delle due (le otto villette messe a disposizione da Idea Fimit) si trova in un’altra città: in provincia di Rieti. Stefano Fassina su Twitter inoltre sostiene che i posti offerti fossero in realtà solo 46. Christiam Raimo su Internazionale denuncia invece che in alcune delle strutture a Torre Maura non ci sarebbero nemmeno i bagni.


C’è poi un dettaglio rivelatore sull’assenza concreta del Comune nella gestione della questione: la Baldassarre al momento non è nemmeno a Roma. È in vacanza all’estero, fanno sapere dall’ufficio stampa, e dovrebbe tornare nella giornata di oggi. A cose fatte insomma. Tanto più che in un’intervista a Repubblica il capo della Polizia Franco Gabrielli chiede conto al Comune su che fine hanno fatto i 130 milioni di euro previsti da una delibera di spesa del Commissario Tronca al fine di  implementare soluzioni alle occupazioni abusive. Quei soldi sono stati stanziati? E se sì come sono stati spesi?