Fact checking

La vergogna di Virginia Raggi si chiama Baobab

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Ieri Dino Giarrusso delle Iene ci ha fatto vedere quello che sta succedendo a Roma dopo la chiusura del Baobab, voluta dal Prefetto Paolo Tronca, e dallo sgombero del presidio di Via Cupa, deciso dalla Sindaca Virginia Raggi e dall’assessora al sociale Laura Baldassarre. Anche se i migranti che in quel momento erano ospiti della “struttura” (non è possibile chiamarla così perché nella sua ultima incarnazione era una tendopoli in strada) sono stati trasferiti in diversi centri molti altri ne sono arrivati da quell’ultimo sgombero. Per loro l’amministrazione capitolina non ha intenzione di fare nulla.

I cinque mesi di “studio del problema” della giunta Raggi non hanno prodotto nulla

Il Baobab di via Cupa a Roma era un centro di accoglienza per migranti chiuso dopo i fatti di Mafia Capitale e fatto sgombrare nel dicembre 2015. Formalmente il Baobab, che in questi anni ha fornito un riparo a migliaia di migranti passati per la Capitale, è stato chiuso per riconsegnare l’edificio sito nei pressi della stazione di Roma Tiburtina al suo legittimo proprietario. Nei fatti però né l’allora Commissario a Roma Capitale, il prefetto Tronca, né la giunta Raggi sono riusciti a trovare una soluzione per ospitare le decine di migranti che vivono in condizioni precarie dormendo nelle tende per strada. La forma precaria di accoglienza è stata garantita fino a a fine settembre dal lavoro dei volontari della Baobab Experience (che non hanno a che fare con il Centro Baobab) e dalla solidarietà e generosità di molti cittadini romani che in questi mesi hanno donato cibo e beni di prima necessità per il sostentamento dei migranti. Su Internazionale in un reportage a firma di Annalisa Camilli uno dei volontari ricordava come uno degli ultimi incontri con l’assessora alle politiche sociali del Comune di Roma Laura Baldassare si fosse risolto con un nulla di fatto. La Baldassare ha interrotto il tavolo tecnico con volontari e associazioni che operano in via Cupa spiegando che non c’è la possibilità di allestire una tendopoli con 150 posti letto. Come abbiamo spiegato su Next il Comune di Roma non ha attualmente una struttura idonea ad ospitare ed accogliere tutti i migranti transitanti, o temporanei, che si fermano a Roma per qualche tempo in attesa di cogliere l’occasione di raggiungere il Nord Europa dove a volte ad aspettarli ci sono familiari ed amici. Dopo lo sgombero di Via Cupa, dove ai migranti che vivevano per strada erano in ogni caso fornite grazie al lavoro dei volontari assistenza sanitaria e sostentamento, i migranti si erano trasferiti nel piazzale Est della Stazione Tiburtina, ma a inizio novembre anche quell’accampamento di fortuna è stato sgombrato dalla Polizia.
 
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Nonostante le promesse di Virginia Raggi, che aveva garantito appena eletta che sarebbe stata trovata una soluzione entro metà agosto a Roma non è successo nulla e niente si è mosso per risolvere il problema dell’accoglienza. Lo certifica la situazione dei migranti che ancora vivono all’addiaccio per strada e anche il fatto che il centro della CRI di via del Frantoio, dove a settembre erano stati trasferiti alcuni degli ospiti di Via Cupa potrebbe presto essere chiuso. Tutto questo accade mentre la giunta, almeno formalmente, è ancora impegnata a condurre un’indagine di mercato non vincolante per il Comune (che quindi potrebbe decidere di non tenerne conto) rivolta a titolari di strutture di accoglienza già operative sul territorio (e che quindi a rigor di logica non è affatto detto che abbiano la disponibilità di posti necessari a risolvere la presente situazione) o a coloro che intendono aprirne di nuove. Nel frattempo però la situazione dei migranti che sono già arrivati a Roma e sono rimasti fuori dai centri d’accoglienza e quella di coloro che arriveranno nelle prossime settimane rimane estremamente difficile perché ora i volontari del Baobab non hanno nemmeno un posto dove allestire un centro sanitario con delle tende per garantire la possibilità di un riparo temporaneo. In realtà, come ha mostrato Giarrusso alle Iene alcuni posti dove poter allestire questi centri d’accoglienza d’emergenza ci sarebbero, e sono pure di proprietà del Comune. Ma la giunta Raggi, che ha fatto del dialogo uno dei principi cardine della sua azione amministrativa non sembra disposta ad ascoltare i volontari della Baobab Experience. Ci ha pensato quindi la Iene a chiedere alla Sindaca se era disposta ad autorizzare l’allestimento di una tendopoli (con le tende del Medu – Medici per i diritti umani) per consentire ai volontari del Baobab di fornire un punto d’appoggio di prima accoglienza per i migranti transitanti. Il risultato è questo surreale scambio dove la Raggi prima nega l’esistenza delle tende, poi promette di concedere lo spazio (un parcheggio):

Sindaco Raggi, purtroppo tante persone dormono per strada, sto parlando dei migranti transitanti
Abbiamo avviato un percorso che è quello di ripristinare una struttura all’interno della quale ospitare i migranti transitanti.
Che tempi ci saranno, ogni giorno che passa ogni giorni che passa due trecento migranti dormono per strada, problemi per loro problemi per la città di Roma.
Attenzione, attenzione, ovviamente ci vorrà del tempo. Le persone che prima erano per strada sono state collocate all’interno di centri d’accoglienza già presenti a Roma.
Sindaco oggi i ragazzi ci hanno fatto vedere un grande parcheggio dove potrebbero per lo meno mettere delle tende.
Attenzione, al momento le tende del Comune e della Protezione Civile sono state inviate per dare assistenza alle persone colpite dal sisma.
Sì ma ci sono le tende dei volontari, è lo spazio che gli dovete dare.
Non è vero che le tende ci sono. Non è vero.
Ma ci sono, le ho viste io: sono le tende dei volontari.
Benissimo se le tende ci sono allora metteremo a disposizione quel parcheggio con quelle tende per gli immigrati transitanti.

Virginia Raggi “risolve” l’emergenza migranti dichiarando l’accoglienza zero

Bene, ma non benissimo, perché si tratta di una promessa che la Raggi ha già fatto in molte altre occasioni e che è già stata disattesa. Giarrusso, dopo aver ottenuto rassicurazione dai volontari del Baobab che il centro temporaneo con le tende di MeDU potrebbe essere allestito in dodici ore è tornato alla carica e ha incontrato la Sindaca assieme all’assessora al Sociale Laura Baldassarre. Se vi aspettavate che Raggi&Baldassarre avrebbero detto che sì, davano la possibilità di utilizzare quel parcheggio abbandonato vi siete sbagliati. L’assessora infatti dopo aver precisato che “c’è un dialogo costante con le associazioni” ha dichiarato che “per noi mettere le tende è l’extrema ratio, noi dobbiamo dare i diritti prima di tutto a queste persone, un’accoglienza dignitosa e non in tenda“. Il che visto e considerato che ci sono già centinaia di migranti che dormono per strada e che le temperature notturne non sono propriamente delle migliori suona un po’ come una presa in giro. Anche alla luce del fatto che già il 22 novembre (una settimana fa) la Baldassare aveva ripetuto le stesse parole alle associazioni che aiutano i migranti  a Roma (tra cui Medu).

Abbiamo appena terminato l’incontro con il Comune di Roma sulla drammatica situazione dei migranti in bisogno di protezione e in transito nella capitale, a seguito dei reiterati sgomberi e dell’accanimento delle ultime settimane. L’assessore Baldassarre ha preso atto del perdurare del flusso di arrivi e della necessità di un intervento immediato. Il 30 novembre il Comune ha fissato un nuovo incontro per definire operativamente le iniziative urgenti da attuare. Abbiamo chiesto al Comune nel frattempo di impegnarsi con la Questura e la Prefettura di Roma affinché non si verifichino ulteriori sgomberi.

Un nuovo rinvio insomma, con la scusa che consentire l’utilizzo delle tende è l’ultima risorsa perché, come ha sottolineato stizzita la Raggi “se noi riusciamo a trovare un tetto a queste persone mi permetterà di dire che sono più contenta?“. Il fatto è che è ormai certificata l’impossibilità di trovare in tempi relativamente brevi (e umani) un tetto a tutti i migranti che si trovano per strada in queste notti: semplicemente perché un tetto non c’è. Continuare a dire lo “stiamo cercando” (da ormai cinque mesi) non è riuscito a farlo comparire, forse è il caso di pensare ad un’altra soluzione. Le tende? No, la Raggi ha le idee piuttosto chiare; se consentisse l’allestimento delle tende “poi domani ne arrivano altrettanti, e poi altrettanti” e non resta quindi – testuale – “chiudere le quote su Roma, perché Roma non è più in grado di accogliere”. In poche parole: le tende non ci saranno mai (e probabilmente anche strutture più stabili) perché in tal caso significherebbe che Roma è in grado accogliere altri migranti. Se da un lato la Raggi ha ragione a dire che la soluzione deve essere organica – che però dovrebbe essere trovata proprio dalla Baldassarre, visto che i romani la pagano per questo –  (e nessuno nega che il Comune da solo non sia in grado di farcela) dall’altro c’è il fatto che ci sono – adesso, non nelle prossime settimane – persone che vivono per strada senza un riparo, senza assistenza sanitaria, in condizioni igienico sanitarie precarie. In questi mesi la giunta a Cinque Stelle ha dimostrato di mancare non solo di progettualità, ma pure di umanità. Dire che bisogna chiudere le quote non risolve il problema, sposta solo la questione su un altro piano, o meglio sotto il tappeto. Dietro al no della Raggi c’è quindi l’incapacità di guardare alla questione in maniera non demagogica, e ai più attenti non sarà sfuggito che quella tenuta dall’amministrazione M5S è la messa in atto della linea dettata mesi fa da Beppe Grillo sull’immigrazione. Fino ad ora la risposta della Sindaca Raggi e dell’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre è stata una sola ed è stata la stessa della gestione che le ha precedute: lo sgombero. Il vento sta cambiando? Sono solo e sempre “gli altri” in Europa a costruire muri?