La macchina del funky

La meravigliosa intervista di Pinuccia Montanari sull'emergenza monnezza a Roma

pinuccia montanari

Pinuccia Montanari, che a Roma non ha mai visto un topo (perché evidentemente abita da qualche altra parte), rilascia oggi un’intervista al Fatto Quotidiano piena di affermazioni interessanti sull’emergenza monnezza a Roma che non c’è ma c’è: andiamo a commentarla cogliendo fior da fiore.

Dicono che abbiate speso 2 milioni di euro.
Non è questa la cifra. E comunque era necessario.

L’assessora, in omaggio alla trasparenzaquannocepare, contesta senza nominarli le cifre fornite da alcuni sindacalisti dell’AMA al Corriere Roma riguardo quanto si è speso in queste settimane per far rientrare Roma dall’emergenza. Sostiene che era necessario spenderli, MA non dice quanto si è speso. Luca De Carolis, che firma l’intervista, si dimentica di chiederlo. Cose che capitano.

Ma a breve Roma sarà di nuovo in emergenza?
No. Noi lavoriamo a varie fasi, e questa è di transizione. Possiamo tenere il sistema in sicurezza.
Come?
Una prima risposta è la recente ordinanza della sindaca Virginia Raggi, dopo la quale i due impianti di trattamento del consorzio Colari a Malagrotta (l’ex discarica, ndr) sono tornati da 600 a 1250 tonnellate di rifiuti lavorati al giorno.

ciclo dei rifiuti roma
Il ciclo dei rifiuti a Roma (La Stampa, 10 maggio 2017)

Qui la Montanari sostiene che è stata la Raggi a volere il commissariamento del consorzio Colari. La vicenda è stata ricostruita in maniera diversa: si fa quindi quello che aveva auspicato Daniele Fortini meno di un anno fa, quando di fronte al “patto della monnezza” stretto tra il Comune e il Colari sotto la benedizione di Paola Muraro l’allora capo di AMA aveva obiettato che l’interdittiva antimafia del 2014 impediva ad AMA di entrare in rapporti con l’azienda e aveva auspicato il commissariamento del consorzio. Questo è possibile grazie alla Regione, che sancisce l’emergenza e invita il Comune a muoversi sulla base dei riscontri di ARPA che ha svolto i controlli negli impianti e ha trovato rifiuti accumulati vicino agli impianti. Infine:

Il governatore del Pd Nicola Zingaretti rema contro?
Penso che la Regione stia valutando le possibili risposte.
Secondo Zingaretti, “ospitare i rifiuti di Roma in altri Comuni può far scattare una rivolta ”.
Noi non vogliamo affatto portare altrove i nostri rifiuti.

Quindi Roma non vuole portare rifiuti da altre parti. Ma allora perché Virginia Raggi a Porta a Porta ha detto: “La Regione non ha approvato un piano rifiuti dal 2012. Altri impianti del Lazio sono pieni e ora ci dicono che non possono prendere più i rifiuti di Roma. Così i cubi prodotti dagli impianti di Roma si accumulano. La soluzione immediata è quindi che la Regione sblocchi tutte le richieste di autorizzazioni che ha in piedi”? E perché poi ha aggiunto: “Sento molta indignazione per come siamo arrivati qui Abbiamo ereditato un sistema fallato. Non lo dico io o il M5s ma il governo con una lettera, l’11 aprile. Il Governo dice che il sistema della gestione della Regione Lazio è sottodimensionato. E lo dice anche un’azienda, oggi, la Rida di Aprilia, che spiega come la Regione Lazio deve autorizzare lo smaltimento. La Regione deve solo rispondere”? Infine, tanto vale anche segnalare la lettera di Mauro Buschini, assessore all’ambiente in Regione, al Fatto: evidentemente anche lui ha capito male quello che vogliono Raggi & Montanari:

In queste settimane di polemiche sul ciclo dei rifiuti a Roma si sono lette molte inesattezze, appesantite da alcune falsità. L’intervista dell’assessore Bergamo pubblicata ieri ha, probabilmente, la funzione di sintetizzarle tutte insieme. È bene, dunque, precisare alcune questioni. Quando l’assessore Bergamo si interroga sul perché gli impianti si rompono,dovrebbe sapere che la prima causa è determinata proprio dallostress acui sonosottoposti dal sovraccarico schizofrenico del loro impiego. In ogni caso, Bergamo può chiedere ai dirigenti di Ama che cosa accade nel sistema fragile e precario della Capitale a partire dal fatto che proprio Ama più volte ha denunciato alla magistratura le ragioni di tali fragilità.
È bene ribadire che l’inefficienza degli impianti è tutta romana, perché gli impianti di smaltimento delle altre province funzionano regolarmente e non per questo meritano di essere sottoposti a carichi abnormi. Bergamo afferma inoltre che per costruire una nuova discarica occorrono 2 anni. Falso. L’iter potrebbe concludersi con minor tempo. In ogni caso una discarica di servizio sarà sempre necessaria, anche con la differenziata alle massime percentuali perché ci sarà sempre rifiuto che dovrà essere smaltito. Curiosa infine l’affermazione per la quale si dovrebbero portare ancora più rifiuti fuori dalla capitale perché Roma non intende fare niente.
La Regione dovrebbe trovare discariche e inceneritori per Roma e convincere le altre province laziali e prendersi tutti i rifiuti che Roma non vuole smaltire in casa. La Regione ha offerto a Roma Capitale la disponibilità a richiedere più solidarietà alle altre regioni italiane ma la risposta dell’assessore Montanari è stata “non serve”.