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Iptv: i pezzotti in vendita sul Marketplace di Facebook

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Nonostante la maxi operazione della Guardia di Finanza che ha portato al blocco di Xtream Codes e di uno dei più importanti network per la commercializzazione e la distribuzione via IPTV di contenuti protetti da copyright “in abbonamento” il business dei pezzotti è ancora florido. Oggi il Mattino ha dato notizia dell’esistenza di canali Telegram dove vengono distribuiti (e presumibilmente venduti) codici IPTV per accedere ai contenuti delle pay tv.

I pezzotti in vendita “con prova gratuita” su Marketplace

Qualche giorno fa sul “mercato” era comparso iTrustStream, un altro servizio IPTV illegale che viene venduto tramite WhatsApp. Nemmeno Facebook sembra immune dai tentativi di spacciare i pezzotti. Per ora i venditori su Marketplace non sono molti (magari vengono bloccati direttamente) ma c’è chi ha trovato il modo di vendere lo stesso gli abbonamenti.

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Il trucco per aggirare segnalazioni e algoritmi a quanto pare è non fare mai menzione dell’oggetto della vendita, è sufficiente un’immagine che lasci ben capire cosa si sta vendendo. Questa può essere un collage con i loghi delle varie leghe calcio europee oppure un collage dei vari servizi in streaming: calcio, serie televisive e film. Tutto a prezzi più che modici: appena otto euro (dice l’annuncio).

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La domanda ovviamente è “funzioneranno”? Naturalmente la venditrice è consapevole che ultimamente il “servizio” offerto ha avuto dei problemi ed è stato “discontinuo” (per usare un eufemismo) e per questo al fine di dimostrare la sua buona fede si offre di fare un test gratuito «visto che molti si sono fatti fregare solo soldi in questi giorni». Una specie di soddisfatti o rimborsati in versione pezzottata.

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In molti casi i pezzotti e i codici scambiati su Telegram infatti non funzionano perché il blocco della GdF a Xtream Codes ha tagliato le gambe alla vendita illegale dei pezzotti. Gli utenti infatti non sono in grado di connettersi a server i cui indirizzi IP sono stati bloccati e quindi il pezzotto diventa inutile. Gli inquirenti hanno del resto appurato che molti venditori di pezzotti non facevano altro che rivendersi i contenuti illegali “rubati” ai soggetti a capo della rete sgominata nei giorni scorsi. Venuta meno la “fonte” dei codici e dello streaming sono rimasti a secco. Qualcuno probabilmente si appoggia ad altri servizi e spera così di conquistare nuove fette di mercato.

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