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Così i no-euro dichiarano guerra al governo Lega-M5S

alberto bagnai lega m5s

Il governo Lega-M5S non è ancora nato ma è già nel mirino dei duri e puri. E sul banco degli imputati ci sono l’euro e l’Europa, o meglio: c’è la Lega che secondo alcuni non sarebbe in grado di garantire l’uscita unilaterale dall’euro e la cancellazione dei trattati. La polemica ha un senso politico (e di propaganda elettorale) molto chiaro, che parte dalla presenza di Alberto Bagnai e Claudio Borghi tra le fila del Carroccio.

Così i no-euro dichiarano guerra al governo Lega-M5S

I due parlamentari dovevano essere le punte di diamante della contestazione del Carroccio a Bruxelles, ma – com’era comprensibile da ogni punto di vista – dopo le elezioni hanno edulcorato il messaggio: lo stesso Bagnai ha detto a Reuters che l’uscita dall’euro non è attualmente una priorità della Lega. E nel contratto di governo sono contenute proposte di rinegoziazione dei trattati europei che però devono raccogliere un consenso politico colossale in tutti i 27 partner. E per adesso di quel consenso politico non si vede nemmeno l’ombra. M5S e Lega devono provare a costruirlo e non è detto che ce la facciano. Anche perché i precedenti (vedi Tsipras e Varoufakis) non sono esaltanti.

alberto bagnai lega m5s

E proprio su questo problema puntano i noeuro come l’avvocato Marco Mori, esponente di Casapound e candidato sindaco a Genova con scarso successo alle scorse elezioni. Mori sostiene che il governo che sta per nascere userà l’idea di battere i pugni sul tavolo, ovvero di protestare energicamente come ha fatto la Grecia per poi accontentarsi delle briciole, senza fare passi nella direzione dell’indipendenza e della sovranità.

marco mori lega m5s

Proprio per questo secondo Mori anche i leghisti sarebbero dei “voltagabbana”. Un’accusa dietro la quale è impossibile non vedere l’intenzione di propaganda politica, visto che Casapound cerca dall’epoca della rottura dell’intesa con Salvini di sostituirsi alla Lega (e al M5S) come portabandiera dell’antieuropeismo (con punte curiose come la vicenda della bufala di Soros, uscita durante l’apertura delle urne.

Il sistema neoliberista e i trattati europei

Ma non c’è solo Casapound nel fronte dei duri e puri. Paolo Maddalena, già giudice della Corte Costituzionale e attualmente particolarmente impegnato anche sul fronte free-vax, sostiene che il governo Lega-M5S sia una “delusione” perché “non si oppone al sistema neoliberista ed è eterodiretto (vedi flat tax) da Berlusconi. Non c’è una linea politica ma un insieme di provvedimenti per rispondere alle insane promesse elettorali”.

lega m5s europa euro 1

E su Twitter il dibattito si sviluppa con l’entrata in scena di Guido Crosetto, il quale spiega una verità lapalissiana: “I programmi di centrodestra non sono compatibili con i vincoli europei. Negarlo significa mentire”. A lui ancora Mori risponde proponendo l’uscita unilaterale dall’euro, ovvero una formula considerata pericolosa anche dai leghisti che spingono invece per una dissoluzione ordinata della zona euro o per l’uscita dei paesi più forti come la Germania.

lega m5s europa euro

Insomma, ce n’è abbastanza per far diventare il tema europeo come quello più pericoloso per il governo Lega-M5S, ammesso che alla fine venga varato davvero. Qualsiasi mediazione o tentativo di accordo con Bruxelles verrà visto come un tradimento dall’ala dei duri e puri, che con la tecnica della tortura della goccia cercherà di sventrare il caposaldo leghista nelle sue fondamenta. Il buongiorno si vede dal mattino. Come l’odore del napalm.

 

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