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Trenta e Toninelli contro Salvini: la guerra dei ministri per il caso Vos Thalassa

elisabetta trenta matteo salvini

“L’Italia non si gira dall’altra parte. Non l’ha fatto e non lo farà. C’è il diritto di assicurare un asilo a chi fugge dalla guerra. E il diritto di arrivare e trovare un lavoro”: la ministra della Difesa Elisabetta Trenta è chiarissima in un’intervista ad Avvenire nello spiegare i contrasti con il ministro dell’Interno Matteo Salvini fino a ieri negati da un discreto numero di ascari dopoil caso Eunavfor Med. Contrasti che sono scoppiati ieri anche con il responsabile delle Infrastrutture – e dei porti – Danilo Toninelli dopo la decisione da parte di quest’ultimo di ordinare alla nave italiana Diciotti di prendere in carico i naufraghi del Vos Thalassa ieri.

Trenta e Toninelli contro Salvini

Il caso scoppiato ieri infatti non si è ancora chiuso, visto che Salvini non ha ancora indicato alla Diciotti in quale porto attraccare con i sessantasei naufraghi caricati domenica notte sulla Vos Thalassa, nonostante il ministro Toninelli abbia dichiarato che dovevano arrivare in Italia per processare “i facinorosi” che ieri hanno messo in pericolo l’equipaggio. Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera ha raccontato cosa è successo a bordo del rimorchiatore:

Dalla Vos Thalassa arriva il primo messaggio per chiedere aiuto. «Alle 22 la nave è partita per il punto di incontro con la motovedetta libica. Alle 23 circa qualcuno dei migranti in possesso di telefoni e Gps ha accertato che la nave dirigeva verso sud. I migranti in gran numero dirigevano verso il marinaio di guardia chiedendo spiegazioni in modo molto agitato e chiedendo di poter parlare con il comandante. Lo stesso, impaurito e accerchiato, contattava il ponte via Vhf.

vos thalassa
Le comunicazioni della Vos Thalassa con la capitaneria di porto (Corriere della Sera, 11 luglio 2018)

I migranti hanno accerchiato a questo punto l’ufficiale chiedendo spiegazioni e manifestando un forte disappunto, spintonando lo stesso e minacciandolo… In questa situazione di pericolo il primo ufficiale cercava di calmare le persone dicendogli che a breve saremmo tornati indietro… Una volta informato il comandante e l’ufficio la nave ha invertito la rotta.

Il primo ufficiale tornava in coperta per rassicurare i migranti che nuovamente lo accerchiavano e lo spintonavano. Le loro richieste risultano chiare ad un possibile intervento libico ci sarebbe stata una reazione non certo pacifica. Per tranquillizzare la situazione abbiamo dovuto affermare che verrà una motovedetta italiana».

Per questo Toninelli ha autorizzato la Diciotti a prendere in carico i naufraghi del Vos Thalassa parlando di facinorosi da fermare. Una ricostruzione che non è piaciuta al ministro dell’Interno, che in una nota ha fatto sapere quali erano le nazionalità delle persone a bordo e dicendo che ad essere accusati di aver minacciato l’equipaggio del Vos Thalassa erano due persone, un ghanese e un sudanese.

Salvini va alla guerra… con il M5S

Salvini non ha rinunciato a dare spettacolo anche su Facebook, proprio per rimarcare lo scontro sotterraneo con Toninelli sulla vicenda della nave e per segnalare la sua insoddisfazione per il fatto che i naufraghi non siano stati “restituiti” alla Guardia Costiera libica dopo il salvataggio. Il Comando generale delle capitanerie di porto, in totale autonomia, ha deciso di inviare la nave Diciotti della Guardia costiera italiana che incrociava a 45 miglia per prendere a bordo i migranti a tutela dell’incolumità della nave italiana. Ma nessuno, fino a lunedì sera, ha informato il ministro dell’Interno Matteo Salvini che, ritenendo di trovarsi di fronte ad un nuovo caso di nave “disobbediente” (questa volta una nave commerciale) che aveva soccorso migranti sottraendoli all’intervento della guardia costiera libica, ha annunciato la chiusura dei porti italiani alla Vos Thalassa.

vos thalassa diciotti
Salvini su Facebook (con replica)

E questo nonostante la vicenda del cargo danese Alexander Maersk, costretto a interrompere il proprio business per giorni in attesa dell’autorizzazione a consegnare a Pozzallo i 110 naufraghi soccorsi, e pronto a chiedere il rimborso per i giorni di lavoro persi. Ma il ministro viene oggi rintuzzato dalla collega Trenta: “Il Mediterraneo è sempre stato un mare aperto e continuerà ad esserlo. L’apertura è la sua ricchezza. La strada è regolamentare, non chiudere. La parola accoglienza è bella, la parola respingimenti è brutta. Poi accogliere si può declinare in mille maniere. E si può, anzi si deve, legare accoglienza a legalità”.

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