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Eunavfor Med: la ministra Trenta costringe Salvini alla tregua

samuel beckett nave marina militare

Dopo l’evidente scazzo di ieri su Eunavfor Med Elisabetta Trenta e Matteo Salvini firmano una tregua che però sembra vedere come vincente la ministra della Difesa, la quale ha ottenuto che al vertice dei ministri dell’Interno che andrà in scena a Innsbruck non si parlerà dell’Operazione Sophia. Racconta oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:

La decisione arriva al termine di una lunga telefonata tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e quella della Difesa Elisabetta Trenta. E segnala tregua tra i due dopo lo scontro di domenica quando Salvini aveva annunciato di voler vietare l’ingresso nei porti «non solo alle Ong ma anche alle navi militari che trasportano migrand» e Trenta aveva sottolineato che la competenza è del suo dicastero.

E dopo lo stop giunto ieri mattina da Bruxelles con la portavoce della Commissione europea per la Migrazione, Natasha Bertaud, che sottolinea come non sia la riunione informale fissata in Austria la sede per mettere in discussione l’operazione nel Mediterraneo. Ma anche perché il rischio forte rispetto a uno scontro con Bruxelles è proprio quello di perdere il comando che invece l’Italia era riuscita a conquistare tre anni fa, ottenendo così un ruolo strategico per il controllo dei flussi migratori e degli altri traffici illeciti.

missione eunavformed
La missione Eunavformed (Il Mattino, 9 luglio 2018)

Il colloquio tra i due ministri avviene in mattinata, mentre il titolare degli Esteri Enzo Moavero Milanesi incontra l’inviato dell’Onu in Libia Ghassan Salamé e poi ribadisce la volontà di «rimanere dentro gli impegni internazionali»:

Una posizione che evidentemente serve a fare da sponda a Trenta. Non a caso la ministra sottolinea a Salvini la necessità «di fare le cose, anziché limitarsi a dire, stando sempre sui giornali». Ma soprattutto evidenzia come sia indispensabile «concordare una strategia su questioni così delicate per rimanere al centro della scena internazionale», pur condividendo la scelta di non concedere sempre l’autorizzazione agli sbarchi dei migranti nei porti italiani. Una linea che lo stesso Salvini alla fine è costretto a condividere.

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