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Elezioni comunali, cosa hanno vinto esattamente Matteo Renzi e il Partito Democratico

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Matteo Renzi e il Partito Democratico sono partiti da lunedì in una sorta di autoconvincimento sui risultati delle elezioni: i risultati sono «a macchia di leopardo» (lo smacchiamo! lo smacchiamo!) e dipendono dal voto locale e comunque «Nel numero totale di sindaci vittoriosi siamo avanti noi del PD».

Elezioni comunali, cosa ha vinto esattamente Matteo Renzi

La frase due precedenti ha due pregi. Il primo è che è soltanto in parte vera; il secondo è che ci mostra esattamente il metodo della politica per ingannare l’opinione pubblica. Corredata da un interessante grafico (perché si sa, con i disegnini ci si intende meglio), ci mostra che nei comuni sopra i 15mila abitanti il centrosinistra ha conquistato 67 sindaci, il centrodestra ne ha conquistati 59, il MoVimento 5 Stelle otto e così via.

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La torta dei sindaci sulla pagina FB del Partito Democratico

Dov’è il trucco? Il trucco sta nel mostrare i dati del 2017 senza confrontarli con quelli del voto nel 2012. In questo modo si comprende che il PD ha preso 67 sindaci ma non si dice quanti ne aveva prima. Aiutiamo quindi l’apparato del Partito Democratico a fare un confronto reale con i risultati precedenti utilizzando due grafici del Corriere della Sera elaborati dall’Istituto Cattaneo.
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I risultati del ballottaggio a confronto con il 2012 (Corriere della Sera, 27 giugno 2017)

Il primo grafico mette a confronto i dati del ballottaggio del 2012 con i dati del ballottaggio del 2017. Cinque anni fa il centrosinistra aveva vinto in 64 diconsi 64 comuni; quest’anno ha vinto in 34 comuni. La differenza ci dice che quest’anno il PD ha quasi dimezzato il numero di ballottaggi vinti. Il centrodestra ne aveva vinti 32 nel 2012, ne ha vinti 53 nel 2017. Il MoVimento 5 Stelle ne aveva vinti due nel 2012, ne ha vinti otto nel 2017.

La vittoriosa sconfitta del Partito Democratico

Insomma, i risultati saranno anche a macchia di leopardo, ma la smacchiatura era riuscita meglio nel 2012 rispetto ad oggi e i numeri lo dimostrano. Ora però bisognerebbe capire come il PD è arrivato al numero di 67 sindaci eletti nei comuni oltre i 15mila abitanti. Lo ha fatto contando anche gli eletti al primo turno. Sommando primo e secondo turno e confrontandoli con il 2012 cosa succede?

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I risultati di primo e secondo turno a confronto con il 2012 (Corriere della Sera, 27 giugno 2017)

Succede che il centrosinistra nel 2012 nei 160 comuni al voto con più di 15mila abitanti aveva vinto 81 volte; oggi ha vinto 67 volte. Il centrodestra aveva vinto 41 elezioni comunali nel 2012 e adesso ne ha vinte 59; il M5S ne aveva vinte 3 e adesso ne ha vinte 8. Anche qui è evidente che il Partito Democratico ha perso rispetto al 2012 e il fatto che abbia il maggior numero di sindaci dipende dal fatto che partiva da un numero maggiore di sindaci da confermare, ma questi ce l’hanno fatta solo in parte.

I voti si contano, i voti si pesano

Infine bisognerebbe considerare che i voti a volte si contano e a volte si pesano. La sconfitta di Genova è molto più pesante di qualsiasi comune vinto al primo turno o al ballottaggio per una questione di tradizioni e di realtà odierna, anche perché lì il MoVimento 5 Stelle si era tagliato le ali da solo con il caso Pirondini-Cassimatis. Eppure, dopo aver reso la vita impossibile al sindaco eletto a sorpresa con le primarie nel 2012, il PD ha candidato un suo uomo, lo ha fatto sostenere da tutta la coalizione e in particolare dagli uomini di MDP, ha evitato che Renzi arrivasse in città a fare campagna elettorale ma ha perso comunque.

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Le sconfitte del centrosinistra in Emilia Romagna (La Repubblica, 27 giugno 2017)

C’è poi l’Emilia Romagna, regione rossa per eccellenza. Lì erano in programma cinque ballottaggi. Li ha vinti tutti il centrodestra. Un dato che sarebbe shockante per chiunque tranne ovviamente per chi venera il Dio Leopardo: qui non ci sono macchie, è tutto di un colore solo.

Perdere in casa vale doppio

Renzi, poi, è un appassionato di calcio e quindi conoscerà a menadito il meccanismo dei goal segnati in trasferta che valgono doppio. A questo proposito basta dare un’occhiata, ad esempio, ai voti presi dal Partito Democratico in quel di Sesto San Giovanni, la Stalingrado d’Italia perché operaia e di sinistra da sempre. Dal dopoguerra non è mai stato eletto un sindaco di centrodestra. Nel 2017 è stato eletto un sindaco di centrodestra. E i voti? Qui c’è il confronto tra elezioni diverse dal 1984 ad oggi. Alle Europee il PD era arrivato al 46,5%. L’altroieri si è fermato al 20,8%.

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I voti del PD a Sesto (La Repubblica, 27 giugno 2017)

Sempre per la questione del giocare in casa, ci sarebbe infine la Toscana. Renzi ha perso in casa sua a Rignano, dove il PD di Tiziano ha improvvisamente deciso di non ricandidare Daniele Lorenzini, sindaco eletto nel PD negli anni scorsi, proprio mentre si scopriva che aveva testimoniato nell’inchiesta CONSIP. Lorenzini ha vinto le elezioni contro il candidato del PD. E il resto della Toscana? Racconta La Stampa che già sono state perse Livorno (2014), Arezzo (2015) e Grosseto (2016); stavolta a Pistoia per la prima volta da sempre vince un sindaco del centrodestra. Per giunta di Fratelli d’Italia. E a Carrara il M5S espugna il municipio con un risultato quasi umiliante: il renziano Andrea Zanetti incassa solo il 34,4% contro Francesco De Pasquale. Ai Dem resta solo la riconferma del primo cittadino di Lucca. E l’anno prossimo si vota a Siena e Pisa.
EDIT: Youtrend pubblica oggi sulla sua pagina Facebook un riepilogo del numero di residenti nei comuni amministrati dalle varie aree politiche da ieri a oggi:
pd flop regionali 2
pd flop regionali 1
(In una precedente versione dell’edit abbiamo attribuito erroneamente i numeri dei dati di Youtrend. Ce ne scusiamo con gli interessati. M. N.)

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