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Daniele Lorenzini: a Rignano una sconfitta anche per il PD e per Renzi

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Mentre il Partito Democratico tiene o vince nelle grandi città nei primi turni delle elezioni amministrative, una piccola ma simbolica sconfitta deve registrarla. È quella che arriva a Rignano sull’Arno, dove Daniele Lorenzini si conferma sindaco a capo della lista civica “Insieme per Rignano” e batte il PD di Tiziano Renzi. Lorenzini ha battuto con largo margine la candidata del PD Eva Uccella, visto che con 600 schede ancora da scrutinare già conduce con il 48,68% contro il 29,29% del rivale dem.

Daniele Lorenzini: a Rignano una sconfitta anche per il PD e per Renzi

La storia di Lorenzini va raccontata. Sindaco da anni della cittadina e medico del paese oltre che di Tiziano Renzi, diventa improvvisamente inviso al Partito Democratico quando si viene a sapere che è stato convocato dai magistrati che indagano sul caso CONSIP e ha raccontato di aver sentito durante una braciolata  il generale Saltalamacchia che consigliava al padre di Matteo di non frequentare “certa gente”, ovvero, a quanto sembra, Carlo Russo. Da quel momento il PD ha cambiato idea su di lui e non lo ha voluto più ricandidare. Lui ne parlò in un’intervista a Massimo Vanni su Repubblica:

Ma la rottura tra voi due non è nata quando lei è stato chiamato come persona informata sui fatti dai magistrati che indagano su Consip?
«Sono sicuro che ci sia solo un nesso temporale. E penso che avere diverse opinioni politiche non abbia niente a che fare con le indagini giudiziarie».
Però sulla chat del partito Tiziano l’ha accusata di essere un “voltagabbana”.
«Ripeto, sono sicuro che si tratti solo di una diversa valutazione di strategia politica».
Perché allora Tiziano se l’è presa tanto per le sue dichiarazioni ai magistrati?
«Non credo per questo. E credo che ogni cittadino debba raccontare ai magistrati la verità».
Quale verità?
«Solo di aver partecipato ad una cena a casa di Tiziano, con mogli e altri commensali».
C’era anche il generale dei carabinieri Saltalamacchia?
«Fra gli altri c’era anche lui. E in quella serata ho solo sentito una battuta intorno ad una grigliata e con un buon bicchiere di vino: “Non frequentare certa gente”, ha detto il generale mentre Tiziano cucinava la bistecca tra una battuta e l’altra. Come ho detto ai magistrati, non ho sentito nessun nome e non ho capito il contesto al quale quella frase fosse riferita».

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Rignano come Stalingrado

Dopo queste dichiarazioni il Partito Democratico annunciò che come sindaco avrebbe candidato la Uccella, che nel 2012 aveva perso le primarie proprio contro Lorenzini. E a quel punto Rignano è diventata una piccola Stalingrado, dove a sostegno della candidata PD si sono presentati il ministro dello Sport Luca Lotti e il vice di Matteo Renzi, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. Una vicenda che in piccolo ricordava quella di Sesto Fiorentino anche se con motivazioni completamente differenti. E come a Sesto Fiorentino è finita a Rignano: il Partito Democratico ha perso lo stesso.